LEGA NORD – LEGA LOMBARDA SEZIONE di MEDA

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SICUREZZA: BRICOLO (LN), PRESENTATI A MARONI NOSTRI EMENDAMENTI

giovedì, gennaio 20th, 2011

”Mentre altri si perdono in chiacchiere e in questioni assolutamente secondarie, noi della Lega Nord confermiamo il nostro impegno per aumentare la sicurezza dei cittadini contrastando con misure ancora piu’ dure e incisive la criminalita”’. Lo dichiara Federico Bricolo, capogruppo della Lega Nord a Palazzo Madama, che ha partecipato oggi pomeriggio, insieme con il capogruppo in commissione giustizia Sandro Mazzatorta, all’incontro al Viminale con il ministro Roberto Maroni, il ministro Alfano e i rappresentanti del Pdl. Il vertice e’ stato occasione per la presentazione, da parte della Lega Nord, degli emendamenti al disegno di legge sulla sicurezza attualmente all’esame delle commissioni affari costituzionali e giustizia del Senato.

”Oltre a ulteriori norme per il contrasto alle mafie chiediamo – spiega Bricolo – l’estensione del 41 bis per i reati piu’ efferati, l’aumento delle pene per chi commette furti negli appartamenti, l’obbligo della videosorveglianza notturna nelle stazioni di servizio con spese a carico delle compagnie petrolifere, l’istituzione del referendum nelle zone dove si intende costruire una moschea o un altro luogo di culto di confessioni religiose non riconosciute e la creazione di una graduatoria differenziata che privilegi i residenti nell’assegnazione delle case popolari. Proporremo inoltre il ripristino del principio che prevede l’espulsione dei clandestini anche se senza reddito per superare gli effetti devastanti di una recente sentenza della Consulta”.

”Ringraziamo il ministro Maroni per aver convocato questo tavolo importante di discussione che e’ stato per noi occasione per ribadire l’assoluta fermezza nel mettere in campo ogni azione per combattere la delinquenza e la criminalita’. Al tempo stesso – conclude Bricolo – intendiamo portare avanti coerentemente con quanto abbiamo fatto fin’ora ogni sforzo per tutelare l’identita’ e i diritti dei nostri cittadini”.

da http://www.asca.it/news-SICUREZZA__BRICOLO_(LN)__PRESENTATI_A_MARONI_NOSTRI_EMENDAMENTI-983020-ORA-.html

BANDIERA DELLA LEGA IN FIAMME A SARONNO

giovedì, gennaio 13th, 2011

Bandiera leghista in fiamme alla sede di via Castellaccio: nella notte tra martedì 11 e mercoledì 12 gennaio qualcuno ha dato fuoco al vessillo del Carroccio esposto sotto la finestra del primo piano. L’allarme è scattato alle prime ore del mattino quando una residente del quartiere ha notato i resti carbonizzati della bandiera ed ha contattato i vertici della sezione saronnese.

LA SOLIDARIETA’ DI ZAIA

Non è una novità per il Carroccio saronnese: negli ultimi mesi per ben 5 volte le bandiere esposte nella sede, inaugurata la scorsa primavera con un comizio di Roberto Maroni, sono state strappate o rubate. In realtà l’ultimo vandalismo ai danni di una sede politica nella città degli amaretti risale allo scorso novembre quando nel cuore della notte ignoti lanciarono un pesante sasso danneggiando la vetrina della sede del Pdl in via San Cristoforo a poche centinaia di metri dalla sede leghista. Prima ancora, al termine della cerimonia ufficiale del 25 aprile, era stata presa di mira la nuova sede del Carroccio ricoperta di adesivi anarchici. Accanto alla dura presa di posizione del segretario cittadino Alessandro Fagioli si registra anche quella del presidente della Regione Veneto Luca Zaia: “Agli amici della Lega di Saronno esprimo tutta la mia solidarietà e condivisione per l’esecrabile atto d’intimidazione di cui sono stati vittime”. “Mi auguro – conclude Zaia – che non si voglia ridurre anche questo fatto al rango di ragazzata. Si tratta invece di segnali d’intolleranza politica che non vanno sottovalutati”.

da http://www.varesenotizie.it/index.php?option=com_content&view=article&id=64193:bandiera-in-fiamme-alla-sede-della-lega-nord&catid=52:saronno&Itemid=333

GOVERNO: UN LEGHISTA PREMIER NELL’ANNO DEL 150° DELL’UNITA’

martedì, gennaio 11th, 2011

Un leghista premier nell’anno del centocinquantesimo anniversario dell’unità di Italia. Non è l’inizio di una barzelletta, ma lo scenario che si sta delineando all’interno dei palazzi. Così dalle camicie rosse, si passa velocemente alle camicie verdi di Umberto Bossi e compagnia. In questi primi giorni della celebre ricorrenza, il tema del federalismo sta assumendo una posizione cruciale per la vita stessa della legislatura. Comunque vada, i decreti attuativi segneranno la fine del governo, in uno scenario dove la Lega Nord è l’unico partito a non aver perso un deputato dall’inizio di questa esperienza di governo. Quel tesoretto di politici tutti d’un pezzo, che Berlusconi vanta dalla sua parte, ma dal quale dipende come un tossicodipendente. Senza i quali è evidente che rischia la crisi.

I decreti attuativi del federalismo dovrebbero arrivare entro la fine di gennaio, salvo l’operazione di qualche finiano, messo nel posto giusto, che potrebbe vanificare l’impresa. L’attuazione del federalismo fiscale rappresenterebbe quindi l’anticamera di quello istituzionale al quale puntano, realmente, i leghisti. Il primo passo di un orizzonte che non sembra più tanto lontano, soprattutto adesso che grazie alla conquista di regioni come il Piemonte e il Veneto, le camicie verdi sono in posizione strategica con un forte appoggio popolare. E’ certo a questo punto, che comunque vadano le cose, sarà proprio Umberto Bossi a indicare il pollice verso a Berlusconi, cosciente che il supporto della Lega al Pdl, è una questione di vita o di morte, soprattutto adesso che Fini è diretto verso il Centro e le poltrone da accaparrarsi sono di più. L’aperture delle urne dipende solo da Bossi e dalla sua marcia su Roma , con la mira di poter conquistare qualche altro ministero, con il solo ostacolo del Pid che sta dando il suo appoggio vitale a Berlusconi e che, normalmente, chiederà qualcosa in cambio. Nello scenario delle prossime elezioni, Pdl e Lega saranno di nuovo alleati, ma questa volta a parti invertite, con una coalizione di un premier leghista, probabilmente proprio Roberto Maroni. E una Leha che almeno sulla carta, appoggerà la scalata di Berlusconi al Quirinale.

da http://www.agenparl.it/articoli/primo-piano/news/primo-piano/20110110-governo-un-leghista-premier-nell-anno-del-150-dell-unita

BOSSI: UN CASINO, AL VOTO

mercoledì, dicembre 15th, 2010

Dopo la fiducia accordata al governo dalla Camera (314 contro 311) e Senato (162 contro 135) arrivano le reazioni di tutto l’arco parlamentare. Il premier Silvio Berlusconi avrebbe confidato: “Lo dicevo che Fli si spaccava”, alludendo al voto a proprio favore delle deputate futuriste Siliquini e Polidori.

PREMIER AL QUIRINALE – Silvio Berlusconi ha concluso l’incontro al Quirinale. Nel mini vertice con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il Cavaliere ha riferito sull’esito del voto di oggi. E alla luce dei risultati del voto della Camera, uno dei punti che potrebbero essere stati discussi tra Berlusconi e Napolitano potrebbe essere la possibilità di un rimpasto di governo, che a questo punto Silvio gestirebbe in prima persona senza passare attraverso nessuna crisi di governo. La fattispecie è stata successivamente confermata tra le righe dallo stesso presidente del Consiglio.

BERLUSCONI, “ALLARGARE MAGGIORANZA” – Dopo l’incontro, il premier Silvio Berlusconi ha parlato in occasione della presentazione dell’ultimo libro di Bruno Vespa. per il Cavaliere “ci sarà la possibilità di aumentare anche consistentemente i numeri della maggioranza governo. Vedremo se potremo ulteriormente rafforzare la squadra di governo, anche se è già ottima e anche se sono assolutamente soddisfatto della qualità ministri e del loro lavoro”.

“CON FINI NESSUNA TRATTATIVA” – L’attenzione si è poi spostata su Gianfranco Fini, con il quale “è chiusa ogni possibilità di trattativa, anche per il comportamente dei suoi uomini, sempre estremamente negativo nei nostri confronti”. Il Cavaliere ha voluto nuovamente smentire le espulsioni dal Pdl: “Non è stato espulso nessuno”. Il premier ha spiegato: “Noi abbiamo subito critiche velenose quotidiane da parte sia del Presidente della Camera, sia da briguglio per oltre un anno. Noi sopportammo tutto fino al mese di luglio, quando nel giorno 29 riunimmo l’ufficio di presidenza del partito, composto da 36 membri, e constatammo che tutte le critiche avevano provocato un abbassamento del gradimento nei confronti dell’esecutivo di sei punti percentuali”. Il pubblico, ha conclsuo Berlusconi, “nn vuole vedere la squadra del cuore litigare negli spogliatoi”.

QUI LEGA, MARONI CON SILVIO – A gelare l’entusiasmo è stato però il Senatùr, Umberto Bossi, che dopo il lungo silenzio torna a parlare: “Così è un casino, bisogna andare al voto”. Roberto Maroni però usa toni più concilianti: “Vinta la prova di forza, vedremo se Berlusconi riuscirà ad allargare l’alleanza ai moderati. La Lega non pone veti, ma l’Udc ha votato contro il federalismo, quindi dovrà cambiare. Così – aggiunge il ministro degli Interni – si rischia di finire come il governo Prodi”.

da www.libero-news.it

LEZIONE DI MARONI A SAVIANO

mercoledì, novembre 24th, 2010

Questa volta in cattedra a “Vieni via con me” ci è andato Roberto Maroni, il grande protagonista della lotta alla criminalità organizzata in Italia. Con Maroni ministro dell’Interno, lo Stato comincia a pensare di poter di liquidare il fenomeno delle mafie in Italia: non accadeva dai tempi del fascismo. Decisive sono state le mosse del titolare del Viminale: rafforzare, col Pacchetto sicurezza, il carcere duro ai mafiosi, tagliando i collegamenti dei boss detenuti con i picciotti; sequestrare a a tappeto tutti i beni in odore di mafia, anche quelli gestiti da prestanome; stabilire la tracciabilità degli appalti; intensificare la caccia ai latitanti. Incredibile il bilancio di questa campagna antimafia: in media 8 arresti al giorno da quando Maroni è ministro, montagne di miliardi confiscati, presi 28 dei 30 boss superlatitanti.

IL CERCHIO SI STRINGE. Questo bilancio, illustrato lunedì sera, è la risposta a Roberto Saviano che, nella precedente puntata della trasmissione se ne era uscito con un “al nord la ‘ndrangheta interloquisce con la Lega”. Maroni si è detto offeso per questa affermazione priva di fondamento e ha preteso di poter andare in quella trasmissione a raccontare la verità. “Le mafie – ha spiegato il ministro – si combattono dando la caccia ai superlalitanti. Giuseppe Setola, Salvatore Strangio, Antonio Pelle, Domenico Raccuglia e Antonio Iovine sono solo alcuni dei 28 superboss presi e sottoposti al carcere duro. Ne mancano solo due: Zagaria e Messina Denaro. Ma il cerchio si sta stringendo anche attorno a loro”.

PATRIMONI DELLA MALAVITA Ed ha aggiunto: “La mafia si combatte sequestrando i patrimoni della malavita, colpiamo il cuore patrimoniale della mafia e lo facciamo soprattutto al Nord. Sono stati sequestrati oltre 35 mila beni per un valore di 18 miliardi di euro, un risultato senza precedenti. La mafia al nord da almeno tre decenni, non è una novità”. Poi la risposta diretta. “L’affermazione di Saviano – ha chiarito Maroni – è ingiusta e offensiva per chi contrasta da sempre l’illegalità e smentita dalle recenti operazioni fatte in Lombardia contro la ‘ndrangheta, operazioni che hanno visti l’arresto di esponenti di altri partiti e non della Lega”.

PADANIA ANTIMAFIA. Nell’intervento di Maroni è mancata una sola precisazione: quella che in Padania il fenomeno sociale “mafia” non esiste, non vi è alcun radicamento tra la gente come invece accade al Mezzogiorno, e che purtroppo la presenza dei mafiosi è soltanto uno dei regali dell’immigrazione. Per la cronca, la terza puntata del programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano ha registrato ieri 9 milioni 600 mila telespettatori pari al 31.60% di share: record della trasmissione. Nella prossima puntata, però, Maroni non ci sarà più e i padani sono vivamente consigliati di cambiare canale.

da www.ilpadano.com

E SE FOSSE BOSSI A STACCARE LA SPINA AL GOVERNO?

martedì, novembre 23rd, 2010

Umberto Bossi rispondendo ad alcun giornalisti ha chiaramente escluso la possibilità di un governo tecnico.

“Non ci può essere un governo tecnico”, ha dichiarato, “ci siamo io e Berlusconi contrari. Se il presidente della Repubblica lo facesse, provocherebbe una reazione del Paese troppo forte.

“Se Berlusconi è saggio, va al voto e ritorna: prenderebbe un sacco di voti in più”. Continua il leader Bossi, rispondendo a una domanda sulle possibilità di un Berlusconi-bis.

La Lega starà con Berlusconi fino a quando non saranno fatte le riforme.

“Fino a quando non abbiamo fatto le riforme”, risponde Bossi. Quindi il voto anticipato potrebbe tenersi a marzo o addirittura a gennaio? “Vediamo quando saranno fatte le riforme”, è la replica del ministro.

“Fanc…”. Così risponde il leader della Lega, Umberto Bossi, ai cronisti che gli chiedono del fatto che Gianfranco Fini ha detto che non bisogna indignarsi se c’é qualcuno che dice che c’é la mafia al nord.

C’è chi invece prova ad ipotizzare un futuro del governo, ”Tremonti sarebbe un ottimo presidente del Consiglio ma non prima delle elezioni”.

Lo ha detto il ministro dell’Interno Roberto Maroni intervistato durante la registrazione della trasmissione ‘L’ultima parola’ in onda questa sera su Rai2.

La Lega favorevole alle elezioni frena e torna sui suoi passi, e lo fa ancora una volta sbandierando l’arma delle riforme. Quelle solite riforme che i politici ricordano sempre in periodi di crisi, quelle famose riforme che in quasi tre anni hanno dimenticato di fare, quelle famose riforme che costituiscono il programma che la Lega porta a vanti da 16 anni senza mai averle fatte.

Ma quali sono queste famose riforme? Mai capito.

Ciò che Berlusconi sa bene è che la tentazione di staccare la spina per la Lega è molta, vorrebbero andare subito alle elezioni.

Del resto sarebbe ottimo approfittare della mancanza di un leader nel centro-sinistra, dell’avanzata di Vendola che toglierebbe voti al secondo partito, ovvero il Pd e le continue scaramucce tra lo stesso Pd e l’Idv.

Ora si dovrebbe approfittare dell’assenza del polo centrista di Fini, Casini, Rutelli e Lombardo.

Bossi sa benissimo che il Pdl glielo perdonerebbe sicuramente, non è possibile uno strappo con la Lega, del resto se Berlusconi perde la Lega dove va da solo contro tutti?

Matteo Oliviero

da www.newnotizie.it

STASERA MARONI DA FABIO FAZIO

lunedì, novembre 22nd, 2010

Tutto confermato. Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, sarà ospite lunedì sera, 22 novembre, a “Vieni via con me”, la trasmissione televisiva di Fabio Fazio, con ospite fisso Roberto Saviano. Seguendo così l’invito del direttore di Rai3, Paolo Ruffini. Come fanno tutti gli ospiti del programma, anche Maroni leggerà un suo elenco .

Maroni avrà quindi spazio per fornire il suo contradditorio a quanto sostenuto da Saviano nella precedente puntata in merito alle infiltrazioni della ‘ndrangheta al Nord, dopo avere già criticato lo scrittore campano all’indomani della seconda puntata di lunedì 15 novembre, aggiungendo però, ospite alla trasmissione di Canale 5 Matrix «lo stimo, deponga le armi». Il ministro si è detto soddisfatto spiegando che «è la soluzione più ragionevole».

Ma cosa dirà? C’é chi anticipa che Maroni elencherà i suoi successì contro la criminalità organizzata, con tanto di cifre dei due anni di viminale: 29 superlatitanti catturati, beni sequestrati per 18 miliardi, 6.700 mafiosi arrestati.

Sul tema, intanto, sono scoppiate scintille tra i i politici. Il leader dell’Italia dei Valori, Antonio di Pietro ha pubblicato uno slogan su Facebook: «La penso come Saviano, Maroni quereli anche me» raccogliendo già ventimila adesioni. «Noi stiamo con Saviano, e con tutte quelle persone che hanno il coraggio di dire quali sono le responsabilità di questo paese», ha aggiunto Susanna Camusso, neo segretario generale cgil.

Schermaglie che seguono il duro botta e risposta di ieri, 19 novembre, tra il numero uno della Lega Nord, Umberto Bossi, e il presidente della Camera, Gianfranco Fini. «Non capisco come ci si possa indignare se qualcuno dice che la mafia c’è anche al Nord», ha detto Fini in un convegno sulla legalità. Bossi da Montecitorio ha risposto senza mezze misure con un «fanculo» garantendo che dalla mafia «la lega é lontana: non riescono ad avere agganci con noi». E poi c’è il giornalista Vittorio Feltri che contro Saviano ha avviato una raccolta di firme.

C’è anche chi, però, non partecipa alla bagarre

manifestando il proprio apprezzamento sugli altri temi toccati dalla trasmissione nell’ultima puntata (andata in onda lunedì 15 novembre). Per il segretario nazionale dell’Udc, Lorenzo Cesa, ha commentato con toni positivi, a margine del suo intervento all’assemblea del partito a Milano, la decisione di Saviano di portare le testimonianze dei casi di Piergiorgio Welby ed Eluana Englaro per difendere il diritto all’eutanasia «Saviano deve dare la parola a quanti rifiutano la dolce morte perchè vogliono vivere, e a chi con la sua straordinaria esperienza umana canta ogni giorno un inno alla vita».

www.ilsole24ore.com

LETTERA A ROBERTO SAVIANO IN SETTE PUNTI

venerdì, novembre 19th, 2010

Lettera aperta della redazione di Affaritaliani indirizzata a Roberto Saviano dopo la polemica tra lo scrittore e il Ministro Roberto Maroni.

Caro Saviano, qualche tempo fa, in unintervista, dicevi che Roberto Maroni è il miglior Ministro degli Interni di sempre, di tutti i tempi. Per la sua lotta alla mafia, perché ha azzerato il clan dei Casalesi. E invece hai pensato bene, nel corso della trasmissione Vieni Via con me, di sparare a zero sul suo partito, la Lega. Hai accusato, anzi calunniato con leggerezza, perché gli oltre nove milioni di italiani incollati davanti alla tv capissero esattamente il contrario. E cioè che il partito di Maroni, al nord, ha agganci con la ndrangheta. Dimenticando proprio che il ministro di cui parli è quello che di più ha fatto per sconfiggere la criminalità organizzata. Trascurando che dal 2008 (quando si è insediato il governo), ad oggi, sono stati confiscati alla mafia beni per 15 miliardi di euro./p
p style=text-align: justify;2. La mafia al Nord esiste da sempre. Il boss Saverio Morabito raccontava di quando, da bambino, era emigrato al Nord insieme ai conterranei di Platì, con i quali faceva rapine, furti, sequestri, spaccio di droga. Insomma, tutto il repertorio. Verrebbe da chiedersi, caro Roberto, dove stia la notizia. La mafia al Nord esiste da sempre, e in tutti gli schieramenti. Dovresti sapere, ad esempio, che Tiziano Butturini, sindaco del Pd di Trezzano sul Naviglio, è stato arrestato nellambito di uninchiesta sulla ndrangheta. A Borgarello, poi, è finito dentro un sindaco di centrodestra. Sempre per rapporti con la ndrangheta. Dunque, la ndrangheta al Nord è arrivata ben prima della Lega Nord, purtroppo./p
p style=text-align: justify;3. E veniamo alla storia che hai tirato in ballo in televisione, davanti a nove milioni di persone. Riguarda un consigliere regionale, Angelo Ciocca, eletto con il record di 18mila preferenze. Il numero fece stupire un po tutti gli addetti ai lavori., anche noi. E anche il Senatùr, secondo indiscrezioni di stampa, nellambito di un party per festeggiare il risultato delle elezioni regionali, avrebbe puntato il dito verso Ciocca dicendogli nel suo tipico tono scherzoso ma non troppo: Quante preferenze! Tu sei un tipo pericoloso…. Successivamente, nelle cronache politiche locali si dava conto dettagliatamente di come il partito stesse facendo accurate analisi e indagini sul conto di Ciocca. Tutto questo, caro Roberto, per farti capire che il Carroccio non ha coperto Ciocca. Anzi, ha cercato di fare chiarezza. Dove sta la novità? Abbiamo letto tutto, sappiamo tutto. Sappiamo anche, ed è bene ricordarlo, che Ciocca non è neppure indagato./p
p style=text-align: justify;4. Hai accusato Gianfranco Miglio di aver teorizzato listituzionalizzazione di Cosa Nostra, della Camorra e della Ndrangheta. Ma ti sembra corretto estrapolare una frase di un apprezzato teorico e accademico del diritto e usarla al di fuori del contesto dei suoi scritti e dei suoi studi? Miglio è stato lideologo della Lega, anche se poi sulla divisione dellItalia in tre macro regioni è stato abbandonato da Umberto Bossi negli ultimi periodi della sua vita. E tu, quando Miglio scriveva le sue teorie, non eri neanche nato. La maggior parte dei nove milioni di spettatori, probabilmente, non sanno nemmeno chi sia Miglio. Comè possibile dunque accusare il Carroccio per una frase estrapolata non da un esponente ufficiale del partito (peraltro morto e quindi senza possibilità di difesa) e da lì costruire un teorema senza tener conto delle decine di libri di politologia che lideologo del federalismo, erede di Cattaneo e Salvemini, ha prodotto nella sua vita?/p
p style=text-align: justify;5. E quella fotografia, che hai sbandierato agli italiani come dimostrazione che i contatti tra la Lega e la ndrangheta ci sono, eccome. Quellimmagine del boss Pino Neri e il leghista Angelo Ciocca. Bè, come ha detto Gerardo DAmbrosio. magistrato milanese autore di grandi inchieste (da quella della strage di Piazza Fontana a quella di Mani Pulite) e oggi parlamentare dellopposizione (non certo un amico di Maroni ne della Lega) ad Affaritaliani.it, quella foto non costituisce in alcun modo una prova. Perché a tutti può capitare di essere fotografati o avere contatti involontari e casuali con un mafioso senza saperlo. Non esistono, ad oggi, prove che le infiltrazioni della mafia nel nord siano avvenute grazie alla Lega. Cè la foto in cui Ciocca parla con un boss. E allora? Gli archivi sono pieni di foto di persone normali insieme a personaggi malavitosi. Se Ciocca sarà indagato, se sarà accusato e se una sentenza lo riterrà colpevole, allora la penseremo come te. Ma prima di avanzare ipotesi in un programma televisivo in prima serata davanti a nove milioni di persone, sarebbe opportuno avere qualcosa di più concreto in mano./p
p style=text-align: justify;6. Ma c’è di più. Sempre un po di tempo fa tu, che sembri nel frattempo diventato un tele-imbonitore (e non uno scrittore) dicevi esattamente il contrario di quanto detto in tv: Il centrosinistra ha responsabilità enormi nella collusione con le organizzazioni criminali: le due regioni con più comuni sciolti per mafia sono Campania e Calabria. E chi le ha amministrate negli ultimi 12 anni? Il centrosinistra. Cosa è cambiato dunque nella tua mente? Probabilmente le tue simpatie verso Gianfranco Fini, che nel frattempo ha lasciato il governo./p
p style=text-align: justify;7. E cosa dire di Loris Mazzetti, responsabile del programma Vieni Via con Me, che si permette di dare il benservito al ministro Maroni, non dandogli la possibilità di replicare quando, proprio da Saviano, viene accostato al nome di Schiavone detto Sandokan, uno dei peggiori mafiosi mai esistiti. Replica che invece, sostiene sempre lo stesso Mazzetti, può essere fatta con un video registrato. Insomma, il ministro chiede di guardare negli occhi lautore degli insulti e non gliene viene data la possibilità. Chiede di poter rispondere alle parole ingiuriose dette contro di lui e la possibilità gli viene negata. Possibile che proprio in un programma di una tv pubblica la democrazia sia diventata un optional? Cancellato dalla Rai il diritto di replica. Assurdo./p
p style=text-align: justify;Conclusione. Visto che gli italiani conoscono molto poco di quello che abbiamo detto e scritto in questi punti, visto che gli italiani ignorano le indagini della Boccassini, ignorano chi sia Miglio, non sanno che tu pochi mesi fa hai osannato il ministro degli Interni Maroni, e meno ancora sanno del fatto che una fotografia con un boss non è la prova del rapporto di un politico con la mafia… Visto tutto questo e visto che il tuo monologo è stato seguito da quasi dieci milioni di persone non perfettamente al corrente degli accadimenti e quindi incapaci di farsi unopinione circostanziata e oggettiva dei atti di cui in oggetto, possiamo concludere che nei tuoi monologhi si possono ravvisare forme, magari involontarie, dicirconvenzione di incapace?

SAVIANO CONTRO LA LEGA (E MARONI)

mercoledì, novembre 17th, 2010

Le attese non sono state deluse e Vieni via con me, il programma di Fazio e Saviano in onda su Raitre, ha scatenato una raffica di polemiche. “Come ministro e ancora di più come leghista mi sento offeso e indignato dalle parole infamanti di Roberto Saviano, animate da un evidente pregiudizio contro la Lega”. Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, commenta con durezza le critiche alla Lega nel monologo dello scrittore ieri sera nel programma su Raitre Vieni via con me. Per questo motivo, riferiscono fonti del Viminale, Maroni chiede al cda della Rai il “diritto di replica alle incredibili accuse” lanciate nel corso della trasmissione. Accuse “infamanti” e “senza contraddittorio”, rileva il ministro.

Mazzetti: Maroni può replicare altrove “Maroni è un ministro della Repubblica e ha disposizione telegiornali e altri programmi di approfondimento politico per replicare. Il nostro è una programma culturale, dove i politici vengono solo se sono funzionali al racconto delle puntate”. È quanto afferma il capostruttura di Raitre e responsabile di Vieni via con me, Loris Mazzetti. “Se poi abbiamo insultato qualcuno o detto cose non vere, c’è sempre la magistratura a cui rivolgersi – aggiunge Mazzetti – Io penso che l’onestà intellettuale di Saviano non possa vivere di condizionamenti. La cronaca ci racconta di episodi di criminalità in cui sono coinvolti esponenti leghisti e se Saviano non ne avesse parlato, si sarebbe autocensurato”.

www.ilgiornale.it

MARONI PROMETTE IL WI FI LIBERO

venerdì, ottobre 29th, 2010

La liberalizzazione del wi.fi è più vicina. Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha annunciato oggi che la prossima settimana presenterà al Consiglio dei ministri un provvedimento che consente di superare i `paletti´ imposti dal decreto Pisanu. Il tema era stato oggetto di molte prese di posizione politiche da quanti ritengono che le regole vigenti in Italia siano troppo stringenti.

Oggi, al question time, Maroni ha spiegato che «l’evoluzione tecnologica consente ora di superare le restrizioni e di contemperare le esigenze di sicurezza e l’attività investigativa con lo sviluppo dell’accesso alla rete». Nato come norma anti-terrorismo, il pacchetto Pisanu, che andrà in scadenza il prossimo 31 dicembre, ha introdotto nuovi reati, come quelli di arruolamento e addestramento per finalità terroristiche, o di istruzione alla preparazione e all’uso di materiale esplosivo. Ha previsto espulsioni più facili per chi è sospettato di agevolare cellule terroristiche. E ha anche limitato l’uso della rete, in particolare nei pubblici esercizi.

L’articolo 7, infatti, obbliga i gestori di locali pubblici che vogliano mettere un punto internet a disposizione dei clienti a registrarsi presso la Questura, a identificare e registrare gli utenti con la carta d’identità o il numero di cellulare e a conservare in un apposito archivio le informazioni riguardanti il traffico effettuato in modo che le forze dell’ordine possano all’occorrenza consultare tali dati. Ora si può andare oltre e rendere tutto più agevole, come avviene anche in molti altri paesi stranieri.

«La norma Pisanu – ha detto Maroni – è stata efficace e ha permesso di sventare minacce sul fronte del terrorismo e alla criminalità organizzata». Il ministro ha fornito anche alcuni dati, ricordando che le indagini riguardanti la pedofilia on line hanno portato all’individuazione di circa 7mila persone con operazioni a carattere anche internazionale, mentre nel campo delle frodi on line, della clonazione di carte di credito e bancomat, la polizia ha perseguito oltre 15mila persone. Ma ora bisogna guardare oltre. Positivo il giudizio del Pd. «Finalmente qualcosa si muove. L’iniziativa presa insieme a parlamentari di diversi gruppi di maggioranza e opposizione ha rotto il silenzio del governo» ha dichiarato Paolo Gentiloni, responsabile comunicazioni del partito, che ora aspetta di «valutare la norma».

Una posizione analoga a quella dell’Ucd: «Bene Maroni, aspettiamo però di vedere quello che accadrà al prossimo consiglio dei ministri», commenta Roberto Rao. Pienamente soddisfatta la Lega: «La rete – dice Jonny Crosio – è un patrimonio della società e del Paese che va tutelata e valorizzata, e vigilare non significa limitarne l’espansione».

da www.ilsecoloxix.it