LEGA NORD – LEGA LOMBARDA SEZIONE di MEDA

Posts Tagged ‘fiducia’

UNICA STRADA LE ELEZIONI

martedì, dicembre 21st, 2010

“E’ ormai da tre mesi che dico che l’unica igiene e’ andare alle elezioni. Abbiamo perso molto tempo dando la possibilita’ agli altri di organizzarsi”. Lo dice il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, in un’intervista ad Affaritaliani.it nella quale spiega che “l’Italia e’ pronta al voto ed e’ solo un alibi quello della crisi economica. Il popolo e’ quello che ha il potere in democrazia”.

Il ministro delle Riforme spiega poi che “io sono alleato e tengo conto della volonta’ degli alleati, anche se penso che la vera igiene sia il voto, se no andiamo avanti sempre con dubbi e paure. Piu’ passa il tempo e piu’ la gente rischia di non capire; c’e’ l’impossibilita’ di andare sereni in Parlamento e di far votare le leggi che servono al Paese”. Bossi boccia anche un eventuale adesione di altri parlamentari fuoriusciti da Futuro e Liberta’: “C’e’ il rischio di un’instabilita’ piu’ che di una stabilita’”. La soluzione ottimale, quindi, sarebbe quella di andare al voto anticipato con questa legge elettorale. “Se tutte le volte che c’e’ da votare in Parlamento dobbiamo andare a chiedere per favore agli altri di votare e’ meglio tornare alle urne”.

Bossi ribadisce infine il veto all’entrata dell’Udc nell’esecutivo: “se fossi Berlusconi starei attento a non fare entrare i suoi nemici, quelli che lo vogliono morto. Non fa un grosso passo in avanti. Anzi, fa un passo indietro”.

BOSSI: UN CASINO, AL VOTO

mercoledì, dicembre 15th, 2010

Dopo la fiducia accordata al governo dalla Camera (314 contro 311) e Senato (162 contro 135) arrivano le reazioni di tutto l’arco parlamentare. Il premier Silvio Berlusconi avrebbe confidato: “Lo dicevo che Fli si spaccava”, alludendo al voto a proprio favore delle deputate futuriste Siliquini e Polidori.

PREMIER AL QUIRINALE – Silvio Berlusconi ha concluso l’incontro al Quirinale. Nel mini vertice con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il Cavaliere ha riferito sull’esito del voto di oggi. E alla luce dei risultati del voto della Camera, uno dei punti che potrebbero essere stati discussi tra Berlusconi e Napolitano potrebbe essere la possibilità di un rimpasto di governo, che a questo punto Silvio gestirebbe in prima persona senza passare attraverso nessuna crisi di governo. La fattispecie è stata successivamente confermata tra le righe dallo stesso presidente del Consiglio.

BERLUSCONI, “ALLARGARE MAGGIORANZA” – Dopo l’incontro, il premier Silvio Berlusconi ha parlato in occasione della presentazione dell’ultimo libro di Bruno Vespa. per il Cavaliere “ci sarà la possibilità di aumentare anche consistentemente i numeri della maggioranza governo. Vedremo se potremo ulteriormente rafforzare la squadra di governo, anche se è già ottima e anche se sono assolutamente soddisfatto della qualità ministri e del loro lavoro”.

“CON FINI NESSUNA TRATTATIVA” – L’attenzione si è poi spostata su Gianfranco Fini, con il quale “è chiusa ogni possibilità di trattativa, anche per il comportamente dei suoi uomini, sempre estremamente negativo nei nostri confronti”. Il Cavaliere ha voluto nuovamente smentire le espulsioni dal Pdl: “Non è stato espulso nessuno”. Il premier ha spiegato: “Noi abbiamo subito critiche velenose quotidiane da parte sia del Presidente della Camera, sia da briguglio per oltre un anno. Noi sopportammo tutto fino al mese di luglio, quando nel giorno 29 riunimmo l’ufficio di presidenza del partito, composto da 36 membri, e constatammo che tutte le critiche avevano provocato un abbassamento del gradimento nei confronti dell’esecutivo di sei punti percentuali”. Il pubblico, ha conclsuo Berlusconi, “nn vuole vedere la squadra del cuore litigare negli spogliatoi”.

QUI LEGA, MARONI CON SILVIO – A gelare l’entusiasmo è stato però il Senatùr, Umberto Bossi, che dopo il lungo silenzio torna a parlare: “Così è un casino, bisogna andare al voto”. Roberto Maroni però usa toni più concilianti: “Vinta la prova di forza, vedremo se Berlusconi riuscirà ad allargare l’alleanza ai moderati. La Lega non pone veti, ma l’Udc ha votato contro il federalismo, quindi dovrà cambiare. Così – aggiunge il ministro degli Interni – si rischia di finire come il governo Prodi”.

da www.libero-news.it

SOLO LA LEGA OTTERRA BENEFICI

lunedì, dicembre 13th, 2010

Roma, 11 dic. (Apcom) – Qualora martedì 14 dicembre il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi alla Camera venisse messo in minoranza, ottenesse il pareggio, o agguantasse la fiducia per un pugno di voti, il risultato sarà lo stato: l´esecutivo non sarà più in grado di governare». A pensarla così Nino Lo Presti, deputato di Futuro e libertà, convinto che i vertici del Pdl, pur ostentando sprezzante sicurezza per l´imminente prova parlamentare, stiano difendendo un fortino logoro ed inaffidabile.
A cosa serve, infatti – si domanda il parlamentare finiano – persuadere uno o più deputati a sostenere l´esecutivo, quando l´unico beneficiario di questo braccio di ferro con cosiddetto terzo polo sarà la Lega Nord?». A giudizio di Lo Presti, infatti, «Umberto Bossi, in rigoroso e strategico silenzio come tutti i potentati del Carroccio, si starà di certo fregando le mani, in questi giorni: se si dovesse andare al voto anticipato, l´avanzata leghista nelle regioni settentrionali avverrebbe a scapito della formazione berlusconiana, destinata a perdere inesorabilmente terreno.
A questo esito grottesco della crisi politica del centrodestra – chiude l´esponente futurista – porteranno i cattivi consiglieri di Berlusconi che, paradossalmente, appartengono quasi tutti alla folta schiera degli ex An.

E SE FOSSE BOSSI A STACCARE LA SPINA AL GOVERNO?

martedì, novembre 23rd, 2010

Umberto Bossi rispondendo ad alcun giornalisti ha chiaramente escluso la possibilità di un governo tecnico.

“Non ci può essere un governo tecnico”, ha dichiarato, “ci siamo io e Berlusconi contrari. Se il presidente della Repubblica lo facesse, provocherebbe una reazione del Paese troppo forte.

“Se Berlusconi è saggio, va al voto e ritorna: prenderebbe un sacco di voti in più”. Continua il leader Bossi, rispondendo a una domanda sulle possibilità di un Berlusconi-bis.

La Lega starà con Berlusconi fino a quando non saranno fatte le riforme.

“Fino a quando non abbiamo fatto le riforme”, risponde Bossi. Quindi il voto anticipato potrebbe tenersi a marzo o addirittura a gennaio? “Vediamo quando saranno fatte le riforme”, è la replica del ministro.

“Fanc…”. Così risponde il leader della Lega, Umberto Bossi, ai cronisti che gli chiedono del fatto che Gianfranco Fini ha detto che non bisogna indignarsi se c’é qualcuno che dice che c’é la mafia al nord.

C’è chi invece prova ad ipotizzare un futuro del governo, ”Tremonti sarebbe un ottimo presidente del Consiglio ma non prima delle elezioni”.

Lo ha detto il ministro dell’Interno Roberto Maroni intervistato durante la registrazione della trasmissione ‘L’ultima parola’ in onda questa sera su Rai2.

La Lega favorevole alle elezioni frena e torna sui suoi passi, e lo fa ancora una volta sbandierando l’arma delle riforme. Quelle solite riforme che i politici ricordano sempre in periodi di crisi, quelle famose riforme che in quasi tre anni hanno dimenticato di fare, quelle famose riforme che costituiscono il programma che la Lega porta a vanti da 16 anni senza mai averle fatte.

Ma quali sono queste famose riforme? Mai capito.

Ciò che Berlusconi sa bene è che la tentazione di staccare la spina per la Lega è molta, vorrebbero andare subito alle elezioni.

Del resto sarebbe ottimo approfittare della mancanza di un leader nel centro-sinistra, dell’avanzata di Vendola che toglierebbe voti al secondo partito, ovvero il Pd e le continue scaramucce tra lo stesso Pd e l’Idv.

Ora si dovrebbe approfittare dell’assenza del polo centrista di Fini, Casini, Rutelli e Lombardo.

Bossi sa benissimo che il Pdl glielo perdonerebbe sicuramente, non è possibile uno strappo con la Lega, del resto se Berlusconi perde la Lega dove va da solo contro tutti?

Matteo Oliviero

da www.newnotizie.it

BOSSI: IL GOVERNO DURERA’ FINO AL 27 MARZO

giovedì, novembre 18th, 2010

Poche parole per far capire che l’asse con Berlusconi è saldo e che ormai la Lega punta al voto anticipato, ma ovviamente non prima di aver incassato almeno una prima parte della riforma federalista. Lo stato maggiore del Carroccio si riunisce al Senato e prende atto della mediazione di Giorgio Napolitano che, di fatto, delinea una «road map» di quella che per la prima volta viene ufficialmente definita dal Colle «crisi politica». Umberto Bossi  fa il punto con il ministro Roberto Calderoli e i due capigruppo di Senato e Camera, Federico Bricolo e Marco Reguzzoni, nello studio della vicepresidente del Senato Rosy Mauro. Alla riunione partecipa anche Renzo Bossi, segno che il Senatur intende coinvolgere sempre più il figlio nelle questioni politiche di rilievo nazionale in modo che possa trarne esperienza per il futuro. L’intervento del Capo dello Stato viene accolto con soddisfazione dal Carroccio. «Paga un po’ di qua e un po’ di là. Bisogna mantenere la pace», spiega Bossi ai cronisti a Palazzo Madama che gli chiedono un commento. La Lega, d’altronde, intende mantenere un canale privilegiato con il Quirinale: sono lontani i tempi in cui i rapporti tra il Colle e gli esponenti leghisti erano tutt’altro che distesi. Negli ultimi mesi, il Carroccio è intervenuto non di rado a sostegno del Capo dello Stato anche quando le tensioni vedevano coinvolto Berlusconi. Inoltre, il partito del «Sole delle Alpi» mira sempre più ad accreditarsi, anche agli occhi dell’opinione pubblica, nel ruolo di mediatore tra il territorio e la politica, oltre che ovviamente tra Fini e Berlusconi. La parola d’ordine sembra essere quella di tenersi lontano dalle polemiche e dare un’immagine di concretezza mentre nel Palazzo – viene spiegato in ambienti parlamentari – continuano a «litigare per la spartizione di potere e poltrone». Non a caso, Reguzzoni intervenendo alla Camera ha ribadito «la forza dell’asse Bossi-Berlusconi, l’unico che può garantire le riforme di cui ha bisogno il Paese». Ecco, allora, il senso completo delle parole di Calderoli: «Il governo durerà fino al 27 marzo, quindi…» in risposta a chi gli chiede se la Lega teme che il federalismo rischi di non passare per la caduta dell’esecutivo. La riforma federale prima di tutto. La data del 27 marzo 2011, d’altronde, non sembra pronunciata a caso. Il governo, secondo questi calcoli, cadrebbe a gennaio in modo da approvare il federalismo comunale. E l’ultima domenica di marzo, tra l’altro, potrebbe essere un giorno utile anche per lo svolgimento delle elezioni comunali a Milano, Napoli, Torino e Bologna.

www.iltempo.it

TOSI FA SCUOLA A BOLOGNA, “CON LA LEGA SI VINCE”

martedì, ottobre 19th, 2010

Trasferta bolognese per il sindaco Flavio Tosi che, in veste di campione del leghismo vincente, si è confrontato con il primo cittadino di Roma, Gianni Alemanno (Pdl ex An) sulla strategia migliore per strappare il capoluogo emiliano al centrosinistra. Il dibattito, svoltosi al convento dell’Osservanza, era organizzato dalla fondazione «Nuova Italia» dello stesso Alemanno e da quella vicina al ministro Matteoli «Della libertà per il bene comune».

«Per vincere a Bologna», esordisce Alemanno, «il Pdl ha bisogno di una candidatura caratterizzata, di un messaggio forte e non di un discorso da moderati, perchè la gente ha bisogno di certezze». E rivolto al partito locale: «Discutete pure sul nome, ma non state chiusi nella riserva indiana, scendete dalle montagne».

I due si trovano d’accordo sulla necessità che sotto le Due Torri al centrodestra serve «un candidato politico che capisca le esigenze della gente», ma Tosi rilancia: «Un candidato leghista sarebbe la vera novità per Bologna e avrebbe un appeal maggiore anche nel centrosinistra perché», sostiene, «è più facile che i loro elettori votino volentieri un leghista, perchè noi rappresentiamo il popolo».

Per Alemanno quella di Giuliano Cazzola, deputato giuslavorista del Pdl, «è una bella candidatura perché è uno che parla chiaro, è coraggioso, ha grande capacità di farsi sentire». Più scettico su una discesa in campo di Luigi Marino, presidente di Confcooperative: «Se lo facesse sarebbe interessante, ma penso che non lo farà mai, ma Cazzola è per certi versi meglio di Marino».

Tosi però raffredda gli entusiasmi e replica che quello del deputato «è un nome, una delle proposte che verrà dal Pdl. Come la Lega», ribadisce, «farà le sue perché Bologna è nella testa di Bossi», assicura. Il primo cittadino di Verona è prodigo di consigli e avverte il centrodestra che non va sottovalutato l’uomo di punta del Pd, Maurizio Cevenini: «È un buon nome perchè è in campo nonostante il suo partito. Ma bisogna far capire alla gente che dietro di lui ci sono le truppe ascare che hanno governato la città negli ultimi anni».

Qualche scintilla si accende sulla questione, posta dalla Lega, di decentrare il ministero dell’Istruzione da Roma a Bologna la “dotta”. «Tecnicamente non sarebbe possibile, solo spostare le strutture costerebbe quattro o cinque milioni di euro» sostiene Alemanno. «Anch’io avrei risposto così se fossi sindaco di Roma. Ogni sindaco deve difendere il suo territorio» ribatte Tosi.

Nel dibattito entrano anche altri argomenti, come il riconteggio dei voti in Piemonte che sta dando ragione alla candidata del centrosinistra Mercedes Bresso a scapito del leghista Roberto Cota che aveva vinto sul filo di lana la sfida delle regionali. Per Tosi, tuttavia, «è un fatto grave per la democrazia perché non è una questione di presentazione delle liste o di questioni burocratiche precedenti. Qua è gente che ha votato e ha votato Cota e non la Bresso».

Non manca una battuta sulle difficoltà nel governo nazionale dopo lo strappo del presidente della Camera. «Credo che con Fini lo strappo sia incolmabile. Sono due anni abbondanti che lavora contro la maggioranza di Governo» è il secco commento del sindaco leghista sull’ipotesi di un «patto del trampolino» proposto dal suo collega di partito e ministro Roberto Calderoli.

E sulla possibilità di un incontro a tre tra Fini, Berlusconi e Bossi, Tosi si dice «decisamente pessimista». Per il primo cittadino scaligero, è impensabile che il leader di Futuro e libertà «cambi un disegno, ormai chiarissimo, che è quello di ostacolare le riforme». E conclude: «L’ha fatto contro l’immigrazione e l’ha fatto contro il federalismo».

da www.larena.it

OGGI IL DISCORSO DI BERLUSCONI PER LA FIDUCIA

mercoledì, settembre 29th, 2010

Mi aspetto che Berlusconi faccia un bel discorso, un discorso credibile, sensato e tranquillo. Solo lui sa se ha i numeri, se li ha è inutile che venga in aula a fare troppi casini. A dirlo è il leader della Lega Nord Umberto Bossi in vista del discorso che il premier terrà alla Camera il 29 settembre. Per Bossi con Fini cè un problema, però Berlusconi sa se ha i numeri o meno. I voti della Lega ci sono, i voti del suo partito spero che ci siano e spero che abbia gli altri che mancano. Secondo il ministro per il federalismo poi la sinistra sta aiutando disperatamente Fini. Quanto alla possibilità che Fli non voti la fiducia per Bossi se Fini non vota non dico cosa succede perchè la sinistra fa di tutto perchè avvenga questa cosa.

BOSSI SCARICA FINI

sabato, settembre 25th, 2010

da www.repubblica.it

Umberto Bossi fotografa con parole crude la crisi nella maggioranza: “Su Fini non ci si può più contare”. Per il leader della Lega, Berlusconi e il presidente della Camera “non si prendono più”, ma al tempo stesso “Berlusconi dice che ha i numeri per andare avanti”. All’osservazione che però i voti arriveranno probabilmente da ex Udc e da altri siciliani, Bossi risponde: “La Sicilia è lontana”.

E segnali negativi per la tenuta della legislatura arrivano anche dall’Mpa di Raffele Lombardo. “C’è poco da stare tranquilli – dice, intervistato dal Mattino, il governatore della Sicilia – L’Mpa ha cinque deputati, non cinquanta, e quindi non saranno quelli a turbare i sonni del Cavaliere ma noi proseguiamo la nostra strada”. Insomma il sì al governo non è affatto scontato: “Vedremo cosà dirà e farà per il Sud”.

Sul fronte delle opposizioni si fa sentire l’Udc che mette in dubbio la stabilità dell’esecutivo in vista del passaggio parlamentare del 29 settembre. “Il governo non raggiungerà la maggioranza di 316 deputati senza l’apporto dei finiani e dell’ Mpa. Ma anche se ci riuscisse non servirebbe a nulla. Se Berlusconi non chiederà più il voto di fiducia raggiungere o meno la quota di 316 non ha più senso, salvo che non serva a chiedere lo scioglimento delle Camere” dice Casini a Sud Camp 2010, l’evento organizzato dallo stesso Enrico Letta e dalla sua Associazione. E propio da Letta arriva un segnale sulle alleanze: “Le Marche dove governiamo con l’Udc rappresentano un ottimo esempio di buon governo”.