LEGA NORD – LEGA LOMBARDA SEZIONE di MEDA

VARIANTE AL PGT: GLI ULTIMI 10 ANNI DI PROGRAMMAZIONE TERRITORIALE ED IL VOTO CONTRARIO MOTIVATO DELLA LEGA NORD

novembre 4th, 2016

Prima di esprimere il giudizio definitivo sulla variante al PGT della giunta Caimi facciamo un breve excursus storico degli ultimi 10 anni mettendo a confronto le situazioni trovate a livello di programmazione territoriale dalla Lega Nord nel 2007 e dal PD nell’attuale quinquennio.

COSA TROVO’ LA LEGA NEL 2007: dalla giunta Forza Italia/Alleanza Nazionale ereditammo un documento d’inquadramento dei piani integrati che era un vero e proprio scempio per la città.

Circa 20 aree individuate come piani integrati compresi interventi su aree verdi in completa antitesi con il proposito dello strumento (recupero aree dismesse) senza alcuna o poche ricadute positive sul territorio.

Pochi ricordano che tra i primi atti urbanistici dell’amministrazione leghista ci fu la modifica del documento d’inquadramento (purtroppo molti interventi erano già partiti: Mascheroni, Baserga, San Fedele, Indipendenza, Solferino e via Adua (già adottato e da noi non approvato)…) e la modifica della modalità di approccio alle trattative di approvazione di detti piani cercando il massimo vantaggio a favore della collettività (si è chiesto talmente tanto per il pubblico che i piani non sono ancora partiti…Besana 1, Motta).

Trovò, inoltre, un ben pagato estensore ed una bozza di PGT che prevedeva la perequazione su tutto il territorio medese con l’ipotesi d’assegnazione di indici di edificabilità anche ai terreni interni al PLIS.

Il destino della Lega è stato di lavorare sempre di fretta come con la variante al PRG del 1994 per bloccare le lottizzazioni collinari.

COSA HA TROVATO IL PD NEL 2012: un PGT che è stata una buona base di partenza per la variante approvata in questi giorni che ne è un’evoluzione sotto diversi punti di vista.

La non negatività dell’eredità risulta anche dall’analisi dei 4 anni d’applicazione; le nuove edificazioni si contano sulle dita di una mano mentre pare centrato l’obiettivo del piano volto a valorizzare e sistemare il patrimonio edilizio esistente con l’avvio di molti interventi di recupero. Insomma non si è visto il tanto ripetuto “toglie poco a tanti per dare tanto a pochi ”.

L’avvio della trattativa/procedura, favorita dalla creazione dell’Area di Connessione Ecologica in zona cave, per inserire l’area del Plis di Meda nel parco regionale delle Groane.

PASSIAMO ALLA VALUTAZIONE DELLA VARIANTE: come dicevo, la vostra variante sviluppa e migliora norme del nostro PGT con percorsi che, fino ad allora, non erano state praticate per la presenza di forti resistenze di vecchia mentalità; il cambio di destinazione d’uso nel sistema casa/bottega, ad esempio, ora da voi giustamente estesa anche se, secondo noi, in maniera eccessivamente libera.

Pur nell’osservanza della legge regionale n. 31/2014, condividiamo l’aver optato per l’eliminazione delle aree di trasformazione su aree verdi ed per il mantenimento come tale; un’azione che il gruppo consiliare della Lega Nord non riuscì ad imporre nel quinquennio leghista ma che sfocio, nel 2013, nel semestre leghista, in una delibera che impegnava in questo senso la futura variante al PGT.

COSA RESTA IN SOSPESO: non è ancora stata risolta, nonostante la forte spinta dei cittadini e della Lega Nord, la decennale problematica della presenza dei lotti edificati all’interno del PLIS individuati come area agricola; una forte discriminazione nei confronti di alcuni cittadini medesi.

COSA NON CI PIACE: in primis l’area di trasformazione AT1 (ex Medaspan); un’area di trasformazione completamente diversa da quella ipotizzata dalla Lega Nord. Un punto strategico è ora divenuto la mera sistemazione di un’area industriale sostituita da un intervento commerciale di grandi dimensioni con annessi enormi problemi di viabilità rilevati dalla stessa Regione Lombardia.

La perequazione: la formula applicata è basata sulla lodevole scelta di porre quale merce di scambio l’acquisizione a patrimonio pubblico di aree verdi all’interno del tessuto edificato; il problema è la difficilissima possibilità che questa operazione abbia seguito per vari motivi tra cui la saturazione del territorio e il grande blocco del mercato mobiliare.

Di contro è incomprensibile la non applicazione della perequazione nel centro storico al fine di spostare volumi e recuperare spazi ed aree pubbliche.

Per ultimo, le norme, seppur ridotte nel numero e molto semplificate, contengono articoli troppo facili ad interpretazioni diverse e possibili applicazioni differenti.

Per queste ragioni il nostro voto contrario, basato su ciò che non ci piace della variante, non è da leggere come una bocciatura totale del lavoro fatto ma, piuttosto, frutto del non aver riscontrato, nello strumento, tutte le istanze che ci appartengono.

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MOZIONE PER UNA GESTIONE DELL’ACCOGLIENZA SENZA DANNI AI PRIVATI

settembre 28th, 2016

In data 26.09.2016 abbiamo depositato la mozione in oggetto…i tempi di discussione saranno lunghi…c’è una variante di PGT in mezzo!!!

Premesso che

in data 12 aprile 2016, il dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione ha emanato una circolare diretta, tra gli altri, a tutte le prefetture della Repubblica, ai commissari di Governo per le province autonome di Trento e Bolzano, nonché al presidente della regione autonoma della Val d’Aosta, protocollata con il numero 3148;

nella predetta circolare 3148 del 2016 si osserva come il fenomeno immigratorio sipreannunci quest’anno «particolarmente intenso anche rispetto agli anni passati, come peraltro già tratteggiato» in una precedente circolare, la n. 2365 del 18 marzo 2016;

stando al testo della suddetta circolare 3148 del 2016, l’incremento degli afflussi registrato nei primi quattro mesi del 2016 sarebbe infatti pari all’80 per cento rispetto allo stesso periodo del 2015, anno nel quale sono sbarcati nei porti del nostro Paese circa 154 mila immigrati irregolari;

secondo il dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’interno sarebbe quindi necessario predisporre una «diffusa organizzazione che riesca a far fronte all’accoglienza»;

i dati summenzionati, suffragati dai quotidiani sbarchi di numerosi immigrati irregolari, stanno generando  forte preoccupazione.

Considerato che

nella predetta circolare 3148 del 2016 si richiama a questo proposito espressamente la circolare 5189 del 25 marzo 2016, laddove questa aveva rappresentato l’urgenza di verificare la situazione di coloro che non hanno più diritto ad essere presenti nelle strutture di accoglienza ed altresì la necessità di irrobustire l’infrastruttura complessiva dedicata alla gestione dei migranti irregolari, peraltro con un raccordo «più stretto» ed «instancabile» con i sindaci, attualmente in effetti assai carente se non addirittura inesistente;

la circolare 3148 del 2016 raccomanda all’attenzione delle Prefetture e delle autorità locali gli immobili segnalati dal dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione e resi disponibili  dal Ministero della difesa;

secondo la circolare 3148 del 2016, nell’immediato occorreva soddisfare un’esigenza aggiuntiva di accoglienza per 8.893 posti, cifra evidentemente assai inferiore al fabbisogno ipotizzato per il 2016 nel suo complesso, giacché un incremento degli arrivi dell’80 per cento proiettato sui dodici mesi significherebbe immaginare che giungano nel nostro Paese quest’anno non meno di 300 mila persone;

sussiste, quindi, il timore fondato che in costanza d’emergenza il Governo possa far ricorso alla requisizione degli immobili privati sfitti o alla realizzazione di vere e proprie tendopoli;

tutto questo determina una situazione assai rischiosa per il nostro Paese, che in assenza di respingimenti verso i Paesi di origine dei migranti non riconosciuti meritevoli di tutela internazionale, potrebbe veramente accumulare un numero straordinario di disperati.

la Lombardia è comunque la Regione con la maggiore presenza[1]di migranti nei centri di accoglienza, che al 31/07/2016 erano pari 19.363 (ossia il 13%);

Infine, Il sindaco è il responsabile della condizione di salute della popolazione del suo territorio. Il consiglio comunale condivide questa responsabilità. I compiti del sindaco sono quindi  ampi, soprattutto il sindaco deve conoscere lo stato di salute della popolazione, ai sensi dell’art. 32 della legge n. 833/1978 e dell’art. 117 del D. Lgs. n. 112/1998, può emanare ordinanze contingibili ed urgenti, con efficacia estesa al territorio comunale, in caso di emergenze sanitarie e di igiene pubblica

IL CONSIGLIO COMUNALE DI MEDA IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA COMUNALE

a non impiantare tendopoli per aspiranti rifugiati sul suolo del nostro Comune;

ad assumere iniziative perché non si ricorra per alcun motivo alla requisizione degli immobili privati sfitti o non abitati;

a vietare la dimora ad immigrati che rifiutino l’identificazione e che siano sprovvisto di certificato sanitario che attesti l’assenza di malattie infettive e trasmissibili;

ad inviare la presente deliberazione al Sindaco, al Prefetto, al Consiglio Regionale, al Consiglio dei Ministri, al Parlamento Italiano.

[1]Fonte: “Distribuzione percentuale migranti divisa per regione” pubblicato  dal Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione. Si intendono le presenze dei migranti nei centri di accoglienza (Cpsa, Cda, Cara), nei centri di identificazione ed espulsione (Cie), nelle strutture temporanee, nell’ambito del Sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) e sull’andamento degli sbarchi.

Sabato 24.09.2016 – Gazebo “LE RAGIONI DEL NO” al RefeRENZIum sulla modifica della costituzione

settembre 23rd, 2016

“LE RAGIONI DEL NO”….sabato 24.09.2016, dalle ore 9.00 e fino alle 18.00, di fronte alla fontana di via Indipendenza a Meda gazebo, congiunto con la locale sezione di Fratelli d’Italia, a sostegno del comitato per il NO al referendum sulla riforma costituzionale.
Possibilità di confronto ed approfondimento con gli esponenti locali presenti e distribuzione di volantini ed opuscoli esplicativi…
Vi aspettiamo numerosi
Al RefeRENZIum votiamo NO!!!!

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UNA CHIARA DOMANDA: PERCHE’ HAN TAGLIATO QUELLE PIANTE???

agosto 22nd, 2016

Le immagini di via Seveso sono più chiare delle parole in questo caso.

Perché questa iniziativa agostana?

In attesa di una chiara ed esaustiva risposta da parte dell’amministrazione restano le contrastanti dichiarazioni dell’assessore Salimbeni (oltre che dal profondo sapore di presa in giro: “si sono svegliati (i cittadini n.d.r.) pensando di essere in un paesino del Trentino per l’insistente rumore di motoseghe al lavoro”…magari fossimo in una regione dalla spiccata autonomia come il Trentino e per questo invitiamo l’assessore, amante del Trentino, a sostenerci nella campagna referendaria per dare maggiore autonomia alla regione Lombardia…ma non allo scopo di svegliarci al suono delle motoseghe!!!) e le “tristi” parole del Sindaco in risposta a chi chiedeva chiarimenti ed esprimeva proprie libere opinioni e sdegno (giustificato dall’assenza di chiare risposte dell’amministrazione) sul taglio di queste piante….

In attesa di comunicati ufficiali da chi ha preso la decisione del taglio proviamo a dare noi risposte a seguito di sopralluogo: delle 11 piante tagliate, tutte erano in prossimità di edifici tranne una che il cui taglio si può supporre si sia reso necessario perché la pianta era malata. Per quanto riguarda quelle in prossimità di abitazioni è fuori dubbio che queste, anche a norma del codice civile, fossero troppo vicine alle abitazioni e, oramai diventate di alto fusto (quanto si piantarono, negli anni 80, forse non si calcolò che l’essenza arborea in questione avrebbe raggiunto dimensioni ragguardevoli), probabilmente creassero problemi alle proprietà; ma allora perché si arriva solo nell’agosto del 2016 a ritenere necessario il taglio? Vi furono in precedenza istanze, di tutti i proprietari interessati dalla presenza delle piante, richiedenti la sistemazione della situazione? Possiamo parlare di un atto di prevenzione da parte del comune per evitare eventuali danni ai privati con i relativi costi di risarcimento?

Quindi i nostri ragionamenti generano ancora domande cui speriamo un giorno si dia risposta…ma, cosa importante, stiamo allegri…

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PERCORSO PEDONALE CORSO MATTEOTTI – QUASI 5 ANNI PER APPLICARE UN’ORDINANZA

luglio 22nd, 2016

Da non credere…potrebbe apparire una mossa della Lega Nord Meda per attribuirsi meriti che non ha, ma non è così; nell’autunno del 2011 l’allora assessore alla viabilità, Luca Santambrogio, tra altre, chiedeva di istituire un percorso pedonale in Corso Matteotti che unisse i marciapiedi già presenti in detto Corso (fino a via XX Settembre) a quelli appena terminati di via Manzoni e piazza Volta creando un percorso pedonale che dal confine estremo di Meda porta in sicurezza fino in stazione ed oltre, per l’esattezza fino a via Marco Polo.

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Come visibile sul sito del comune (ordinanza n. 88/2011) , con ordinanza n. 88 del 12.12.2011, il comando di Polizia Locale istituisce il percorso pedonale in Corso Matteotti da via XX Settembre fino a Corso Italia….peccato che detta ordinanza rimane sulla carta per quasi 5 anni venendo messa in atto solo a partire dal 20/07/2016.

Unica differenza da quel lontano 12 dicembre 2011: oggi non è più necessario proteggere il percorso con paletti/dissuasori (fattore di ritardo dell’applicazione dell’ordinanza nel 2011)…ma cosa è cambiato da allora ad oggi per far cambiare idea al Comando di Polizia Locale???

Resta il fatto che si sono persi 5 lunghi anni per asfaltare un striscetta di strada e fare due strisce con il disegno del pedone!!!!

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PS: come si nota nella foto qualche incivile non ha perso il vizio di parcheggiare dove non si deve, ora con l’aggravante di parcheggiare su un passaggio pedonale: si interverrà sanzionando l’infrazione?

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SERE D’ESTATE MEDESI IN LEGA: GRANDE SUCCESSO DEGLI EVENTI DEL 13 e 20 LUGLIO

luglio 21st, 2016

La nuova sezione di Meda, in attesa dell’inaugurazione ufficiale, è stata palcoscenico di due importanti incontri pubblici che hanno interessato molto comuni cittadini ed addetti lavori.

Due sere con la sezione piena e con gente fuori dalla porta ad ascoltare i relatori è, in questi tempi segnati da una forte disaffezione verso la politica, un segnale molto importante; grazie a tutti gli intervenuti ed ai militanti per l’enorme impegno profuso nell’organizzazione degli eventi in questione e per la bellissima sezione cui siamo fieri di appartenere.

Da sottolineare l’incontro del 20.07 con il professor Stefano Bruno Galli e Fabrizio Cecchetti che, con il primo che ha dato una spiegazione tecnica ed il secondo una visione politica, ci hanno spiegato la riforma della costituzione e ben argomentato le ragioni per cui dire convintamente NO al referendum che si terrà il prossimo autunno.  Un ringraziamento al gruppo medese di Fratelli d’Italia con cui condividiamo il percorso verso il referendum sulla riforma costituzionale.

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13 E 20 LUGLIO 2016: APPROFONDIMENTI POLITICI IN INCONTRI PUBBLICI IN LEGA NORD MEDA

luglio 5th, 2016

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ANALISI DATI SANZIONI STRADALI A MEDA – ANNO 2015: IL COMUNE BATTE CASSA SULLA SUPERSTRADA MILANO-MEDA

giugno 20th, 2016

In consiglio comunale abbiamo accennato ad una nostra richiesta datata 07.03.2016 con la quale chiedevamo il numero di “multe” per via sul territorio medese che era rimasta senza risposta.

In data 13.06.2016 abbiamo ricevuto la risposta con allegati i dati richiesti, con il ritardo dovuto ad un disguido tecnico degli uffici.

Abbiamo, quindi, potuto analizzare i dati finalmente in nostro possesso e rilevare quali sono le zone calde della città relativamente alla rilevazione di sanzioni stradali siano queste, ad esempio, per eccesso di velocità o per divieto di sosta.

Su un totale di 2465 accertamenti, spicca la rilevazione, sicuramente per superamento dei limiti di velocità (n. 613 accertamenti),  sulla SS 35, la superstrada Milano Meda, che si dimostra un “buon” luogo per garantire entrate alle casse comunali (naturalmente a danno delle tasche dei cittadini). Qui, infatti, si registrano circa il 25% delle contestazioni/accertamenti.

Passando, invece, alla rilevazione dei divieti di sosta, la via Solferino che con 188 accertamenti è la via più sanzionata del territorio medese.

Ci auguriamo che la stessa analisi da noi fatta attraverso questi dati, venga effettuata dall’amministrazione comunale; i dati in questione possono dare un quadro molto chiaro sulle carenze del territorio in tema di parcheggi e di messa in sicurezza di strade e piazze della città utili per la programmazione sia di un Piano Urbano del traffico rispondente alle esigenze del territorio, sia una programmazione dei lavori pubblici che vada incontro alle esigenze viabilistiche delle varie zone della cittadina. Al momento non ci pare che questo tipo di analisi sia stata fatta!!!

Di seguito un estratto dei dati.

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BILANCIO CONSUNTIVO 2015: LEGA NORD MEDA CONVINTAMENTE CONTRARIA

giugno 9th, 2016

Nel 2016, come dovremmo tutti sapere, gli enti locali approvano il bilancio di previsione triennale, secondo lo schema di cui all’allegato n. 9 al D.Lgs.n. 118/2011.

In sostanza è soppressa la distinzione tra il bilancio annuale e il bilancio pluriennale e viene meno l’obbligo di predisporre bilanci e rendiconto secondo un doppio schema (conoscitivo e autorizzatorio). Il rendiconto della gestione 2015 è redatto secondo i vecchi schemi, affiancato dallo schema per missioni e programmi (con funzione conoscitiva). Quindi con oggi dovremmo salutare questo schema di bilancio consuntivo.

Il riformismo della struttura di bilancio delle pubbliche amministrazioni in generale ha conosciuto negli ultimi trent’anni almeno tre significative stagioni tutte inquadrate nella costituzione di forme indigene di “Planning Programming Budgeting System”.

A seguito della legga 42/2009 sul federalismo fiscale, oggi si sta vivendo l’inizio della quarta fase della PPBS, che, stante le norme a essa successive, solo nella sua intitolazione indirizza verso una nuova autonomia degli enti territoriali, mentre la realtà registra una CENTRALIZZAZIONE sempre più forte delle leve di controllo sulla finanza pubblica, conseguenza degli effetti della crisi economica internazionale del 2009.

Questa analisi è tratta da un corso di studio sulla finanza locale, non è frutto di mie considerazioni.

A far tacere ancor di più che da anni fa dichiarazioni di voto sul bilancio legate al fatto che questi strumenti dimostrerebbero l’insuccesso del federalismo, aggiungo un estratto di un’intervista di questi giorni al professor Massimo Cacciari, già esponente del partito Democratico, che intervistato sulla riforma della costituzione risponde così a due domande pertinenti sull’argomento:

Perché questa scelta (riferito al tipo di riforma dell costituzione messa in atto)?

«Perché Renzi, come Berlusconi prima di lui e come tutta la sinistra, è profondamente centralista. Guardava a Roma già quando faceva il sindaco di Firenze».

Il federalismo però ha fallito…

«Non ha fallito, non è mai stato tentato».

Il bilancio, il consuntivo più che il preventivo, è argomento di primaria importanza in quanto rappresenta il principale strumento con il quale vengono destinate le risorse economiche ai diversi servizi da offrire alla cittadinanza ed, in particolare, il consuntivo da le risultanze delle politiche attuate nel corso dell’anno chiusosi che, per quanto detto sopra, subisce sempre più questo ritorno alla centralizzazione voluto dagli ultimi governi.

 

Di recente abbiamo lanciato a tutti un invito: ripensare alle priorità, in tema di lavori pubblici (anche a seguito dell’approvazione del D.Lgs. 5o/2016, nuovo codice degli appalti) e, di conseguenza di bilancio, ma vediamo ancor lontana in questi documenti la possibilità di coinvolgere attivamente la popolazione tutta, all’analisi del bilancio per la realizzazione di un documento partecipato con i cittadini, finalizzato a renderli partecipi della scelta di servizi, il più possibile conformi alle esigenze degli stessi, rilevata l’elevata entità degli importi espressi in bilancio.

Il motivo principale che ci vede contrari all’approvazione di questo bilancio consuntivo è data dal fatto che la pressione fiscale cui sono sottoposti i cittadini di Meda anche nel 2015 ha proseguito ad essere la più alta possibile, come dimostrato dall’aliquota massima applicata per la TASI e per l’IMU, nonché l’elevata percentuale dell’addizionale comunale e, non da ultima, la tassa sui rifiuti, che aumenta anno dopo anno nonostante i risultati più volte proclamati dal sindaco relativi all’aumento costante percentuale di differenziazione raggiunta dai cittadini, a fronte della quale ogni cittadino si aspetterebbe una riduzione anziché un aumento.

Nonostante l’elevata pressione fiscale non vediamo alcuno sforzo da parte di questa amministrazione nel porre in essere un attenta analisi dei costi per individuare strategie volte alla riduzione degli stessi, oppure ad un più efficiente impiego delle risorse disponibili. Dall’analisi del bilancio emerge che non è negli obiettivi di questa maggioranza indirizzare le risorse economiche su settori di primaria importanza quali:

Tutela dell’ambiente

Decoro urbano

Vita sociale ed attività culturali

Coinvolgimento dei cittadini alla vita pubblica

Abbiamo notato inoltre una scarsa disponibilità di alcuni uffici comunali, nonostante il massimo impegno dei dipendenti, che ha influito negativamente sulla possibilità di effettuare una più completa analisi di questo bilancio, ad esempio:

 – mancata risposta alla richiesta del 07-03-2016 relativo alle sanzioni stradali, per i quali chiedevamo: l’entità e la suddivisione delle multe per divieto di sosta suddivise per aree del territorio.

A tutt’oggi non abbiamo avuto alcuna risposta a detta richiesta che sarebbe stata interessante da analizzare anche per impostare nel bilancio di previsione eventuali accorgimenti relativamente ai parcheggi pubblici ed alla loro disciplina.

Ricordiamo che ogni consigliere comunale, al fine di espletare il suo mandato, ha il diritto di accedere agli atti e ricevere la documentazione richiesta tramite protocollo, diritto che nel caso citato è stato disatteso.

Per concludere samo consapevoli di essere in un periodo molto difficile per gli enti locali e per i comuni in particolare, che si trovano a far quadrare i numeri del bilancio e a dover affrontare le necessità dei cittadini con sempre minori risorse (risultato frutto delle politiche nazionali degli ultimi anni), inoltre la crescente contrazione dei trasferimenti statali e l’aumento dell’elusione, anche per difficoltà dovuta a fragilità economica, dei tributi comunali mettono a dura prova la gestione contabile.

Abbiamo valutato ed analizzato tutti i documenti allegati: in particolare, oltre al bilancio consuntivo 2015, la contabilità economica, il referto di controllo di gestione e la relazione dell’Organo di Revisione.

Apprezzabile il voler mantenere i conti a posto e l’aver garantito il rispetto del patto di stabilità interno per il 2015, ma la città non si può saziare con ciò.

 Non condividiamo, infatti, l’attuazione di un programma amministrativo che non ci appartiene: siamo stati contrari all’aumento della tassazione locale degli scorsi anni, quali TARI, TASI, IMU e addizionale comunale all’IRPEF; non condividiamo, inoltre, la pianificazione del territorio, la gestione e manutenzione del patrimonio, le scelte urbanistiche e l’assetto edilizio.

Il motivo del nostro voto non è sicuramente ascrivibile alla parte contabile, ma alle scelte effettuate dall’amministrazione e contestualmente portate avanti”.

Per questo esprimiamo parere convintamente contrario.

L’ANALISI DEI DOCUMENTI DELLA VARIANTE AL PGT DI MEDA

maggio 24th, 2016

Riportiamo, di seguito, estratto del parere motivato depositato in comune in data 16.05.2016, base dell’intervento politico sull’ordine del giorno relativo alla variante al PGT.

OGGETTO: parere motivato alla bozza dei documenti di variante al PGT vigente

[…]

Per prima cosa è giusto esprimere quali erano le intenzioni generali della Lega Nord Meda sulle quali basare la Variante al PGT vigente; con delibera di consiglio comunale n. 17 del 22 aprile 2013 (del. 17-2013) veniva approvata mozione del gruppo Lega Nord Meda con la quale, nel chiedere l’avvio della procedura di variante al PGT si stabilivano le seguenti linee guida:

  • Documento di Piano:
  1. Eliminazione delle aree di trasformazione previste su aree verdi al fine di proseguire nella politica di riduzione del consumo di suolo già avviata con l’attuale Piano di Governo del Territorio; ridefinizione dell’area di trasformazione ex Medaspan (AT1), con riduzione delle volumetrie massime negoziabili e delle restanti aree (AR3, AR1a, AR1b, AR2a, ATP);
  2. Previsione, all’interno del documento di piano del mantenimento della stazione ferroviaria sita in centro paese;
  3. Valutazione dell’eventuale applicazione della perequazione, in alcune zone ben definite del territorio, per favorire la creazione di zone maggiormente omogenee e come incentivo per la sistemazione del centro storico con la creazione di nuovi spazi urbani;
  4. Ridefinizione e revisione degli standard pubblici con verifica della strategicità e necessità di ognuna delle aree previste nello strumento urbanistico;
  5. […];
  • Piano delle regole:
  1. Attuazione di una politica di riduzione del consumo di suolo mediante modifica degli articoli del Piano, prevedendo lo sviluppo verticale delle costruzioni, mantenendo le stesse volumetrie previste nello strumento urbanistico vigente e regolamentando altezze differenziate a seconda della zona;
  2. Aumento delle formule volte a garantire agevolazioni ed incentivazioni per il rilancio del centro storico;
  3. Migliore definizione della possibilità di monetizzazione relativamente ai posti auto esterni in caso di ristrutturazione.

Partendo dall’analisi della bozza di variante relativa al documento di piano, si sottolinea l’eliminazione dell’ambizioso progetto di interscambio non sostituito da altri progetti dal potenziale ambizioso ed attrattivo per  Meda (tale, sarebbe stato ad esempio, il mantenimento del progetto “Medamuseo – museo diffuso” che approfondiremo trattando il Piano dei Servizi).

Giudichiamo positivamente, perché auspicato anche nella mozione del 22 aprile 2013, l’eliminazione degli ambiti di trasformazione previsti su aree verdi, quindi non dismesse, pur sollevando perplessità circa il mantenimento di un indice di edificabilità sull’area ricompresa tra le vie Lombardia e San Giorgio che, mantenuta a verde, potrebbe essere un’importante area attrezzata in una zona densamente edificata e con la compresenza di produttivo e residenziale.

Il piano delle regole, seppur migliorativo sotto l’aspetto della facilità di lettura e dello sviluppo delle tematiche rispetto al documento in vigore, con una schematicità condivisibile, non risolve alcune annose questioni aperte e apre nuovi fronti che possono avere un’influenza negativa sulla vocazione produttiva della nostra città.

Una problematica che continua a non essere risolta è relativa alla zona B3; prosegue il mancato riconoscimento di uguale diritti a tutti gli edifici esistenti all’interno del parco non azzonando, in zona B3, tutti i lotti edificati all’interno del parco (azzonati, invece, in zona E1 “aree agricole di tutela paesaggistica). Questa scelta non porterebbe a nuove edificazioni ma uniformerebbe la possibilità di intervento a tutti gli edifici contenuti all’interno del parco sovraccomunale. Opinabile, inoltre, la scelta di suddividere la zona B3 in due sottozone (B3.1 “aree ricadenti all’interno del parco” e B3.2 “aree precollinari”) con un ulteriore diversificazione degli interventi previsti come, ad esempio, la non previsione del recupero del sottotetto nella prima delle due zone invece prevista nelle seconda più densamente edificata.

Nella stessa zona, discorso analogo vale per la risoluzione dell’annosa questione del produttivo, considerato incompatibile con le destinazioni del parco, che non trova una soluzione definitiva che ponga in equilibrio l’interesse privato con quello pubblico permettendo, finalmente, uno sblocco della situazione.

Per quanto riguarda la gestione delle zone miste, caratterizzanti la nostra città, si denota la prosecuzione , con la sistemazione di punti in sospeso, del percorso già intrapreso dal PGT vigente; denotiamo, però, a nostro parere, un’eccessiva spinta verso un sempre più semplice “cambio di destinazione d’uso” favorito anche da un azzonamento unico che non prevede più una suddivisione del territorio fra ambiti misti nei quali si possa identificare la destinazione prevalente, e che potrebbe snaturare la vocazione produttiva/artigianale della nostra città.

L’introduzione della perequazione, auspicata nella sopraccitata mozione approvata in consiglio comunale nel corso del mese di aprile 2013 da parte del gruppo Lega Nord Meda come strumento per il rilancio del centro storico, è legato, invece, a creare un vantaggio diretto alla Pubblica Amministrazione in tema di acquisizione di aree verdi ben identificare ma ha, di contro, il forte aumento delle volumetrie massime nelle aree interessate dalla perequazione con indici che passano da 0,50/0,70 mc/mq a potenziali 1,20/1,50 mc/mq andando, quindi, ulteriormente ad appesantire una città già altamente edificata (pur rilevando che, in molte zone della città, la volumetria massima potenziale è già stata raggiunta se non superata creando, quindi, difficile l’applicazione della perequazione).

Avremmo preferito vedere un uso della perequazione indirizzato maggiormente alla sistemazione del centro storico (principalmente, ad esempio, per eliminare i volumi produttivi ancora presenti nel centro cittadino creano spazi aperti di fruibilità pubblica) e per lo scambio di volumetrie produttive/residenziali volto a meglio uniformare le zone miste riconoscendo una prevalenza di una destinazione sull’altra.

Sulla perequazione, così concepita per raggiungere l’acquisizione di aree a proprietà pubblica, tuttavia, si sollevano dal nostro gruppo grosse perplessità di riuscita anche in virtù dell’analisi dell’insuccesso dello strumento nelle realtà nelle quali è stata applicata, complice la crisi del comparto edilizia e dell’economia in generale.

Questa scelta, unita alla presenza ed alla natura degli ambiti di trasformazione, fa concludere che non siamo in presenza di una variante al PGT a consumo zero di suolo.

La scelta, in parte anche da noi auspicata, di aumentare l’altezza prevista per gli edifici a favore di una riduzione dell’occupazione di suolo, in considerazione dell’alta edificazione dell’abitato, ci pare eccessiva passando dagli attuali 7,5 mt ai previsti 13,5 mt, quasi raddoppiando la previsione; sarebbe stato auspicabile differenziare le altezze a seconda dell’azzonamento, cosa fatta solo con riferimento alla zona B3.

Altro punto sottolineato in commissione è l’assenza della regolamentazione della metratura minima delle nuove unità abitative; l’attuale strumento prevedeva una misura minima di 45 mq, ora, facendo riferimento alla normativa nazionale, si scende a 28 mq.  Avremmo preferito vedere una conferma con forte presa di posizione politica su questo punto anche in contrasto con la normativa nazionale ma a sostegno di una migliore vivibilità degli spazi.

Discutibile, secondo noi, anche la scelta di eliminare la previsione, per le nuove edificazioni, di un posto auto esterno.

Relativamente alla zona A (centro storico) abbiamo sottolineato nella commissione competente la scomparsa di qualsiasi riferimento alla delibera di giunta regionale n. 8/9211 del 30.03.2009 con la quale si riconosce un vincolo paesaggistico sul comparto storico monumentale di piazza Vittorio Veneto con allegata la disciplina degli interventi in questa zona; riteniamo di fondamentale importanza il richiamo di detta deliberazione nell’articolo 12 del piano delle regole.

Il piano dei servizi risulta ben scritto ma povero di contenuti e, soprattutto, di propositi ambiziosi per la città.

Causa lo spostamento di alcune tematiche (es: piano delle mobilità ciclabile, politiche di riduzione dell’inquinamento) su altri strumenti come il piano del traffico, si denota il rafforzamento, già presente, dell’obiettivo di rigenerazione ambientale delle sponde del torrente Tarò, ma balza agli occhi l’eliminazione di qualsiasi riferimento al progetto “Medamuseo – museo diffuso” che ben si legherebbe ad alcune scelte proposte negli ambiti di trasformazione di mantenimento di porzioni di edifici industriali. Nessun accenno, rispetto all’attuale strumento, alla tutela dei percorsi storici che interessano il nostro comune; ci riferiamo in particolare al Cammino di San Pietro Martire (antica via Canturina).

Auspichiamo, relativamente agli errori presenti nella cartografia evidenziati nel corso della trattazione dell’argomento nelle sedute di commissione territorio ambiente, la correzione delle bozze si da avere una documentazione definitiva in adozione priva dei principali errori.

Le osservazioni puntuali sopra esposte sono state da noi selezionate per la valenza politica insita nella scelta circa le modalità di pianificazione poste in essere dall’amministrazione comunale, tuttavia non possiamo non segnalare la nostra criticità anche su altri aspetti contenuti nel piano quali le modalità (non chiare) di calcolo del numero massimo di abitanti insediabili, il recupero dei sottotetti, la pianificazione dei servizi.