LEGA NORD – LEGA LOMBARDA SEZIONE di MEDA

REFERENDUM – LE RAGIONI DEL NO – parte 6

novembre 28th, 2016

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REFERENDUM – LE RAGIONI DEL NO – parte 5

novembre 21st, 2016

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REFERENDUM – LE RAGIONI DEL NO – parte 4

novembre 18th, 2016

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REFERENDUM – LE RAGIONI DEL NO – parte 3

novembre 17th, 2016

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REFERENDUM – LE RAGIONI DEL NO – parte 2

novembre 16th, 2016

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REFERENDUM – LE RAGIONI DEL NO – parte 1

novembre 15th, 2016

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VARIANTE AL PGT: GLI ULTIMI 10 ANNI DI PROGRAMMAZIONE TERRITORIALE ED IL VOTO CONTRARIO MOTIVATO DELLA LEGA NORD

novembre 4th, 2016

Prima di esprimere il giudizio definitivo sulla variante al PGT della giunta Caimi facciamo un breve excursus storico degli ultimi 10 anni mettendo a confronto le situazioni trovate a livello di programmazione territoriale dalla Lega Nord nel 2007 e dal PD nell’attuale quinquennio.

COSA TROVO’ LA LEGA NEL 2007: dalla giunta Forza Italia/Alleanza Nazionale ereditammo un documento d’inquadramento dei piani integrati che era un vero e proprio scempio per la città.

Circa 20 aree individuate come piani integrati compresi interventi su aree verdi in completa antitesi con il proposito dello strumento (recupero aree dismesse) senza alcuna o poche ricadute positive sul territorio.

Pochi ricordano che tra i primi atti urbanistici dell’amministrazione leghista ci fu la modifica del documento d’inquadramento (purtroppo molti interventi erano già partiti: Mascheroni, Baserga, San Fedele, Indipendenza, Solferino e via Adua (già adottato e da noi non approvato)…) e la modifica della modalità di approccio alle trattative di approvazione di detti piani cercando il massimo vantaggio a favore della collettività (si è chiesto talmente tanto per il pubblico che i piani non sono ancora partiti…Besana 1, Motta).

Trovò, inoltre, un ben pagato estensore ed una bozza di PGT che prevedeva la perequazione su tutto il territorio medese con l’ipotesi d’assegnazione di indici di edificabilità anche ai terreni interni al PLIS.

Il destino della Lega è stato di lavorare sempre di fretta come con la variante al PRG del 1994 per bloccare le lottizzazioni collinari.

COSA HA TROVATO IL PD NEL 2012: un PGT che è stata una buona base di partenza per la variante approvata in questi giorni che ne è un’evoluzione sotto diversi punti di vista.

La non negatività dell’eredità risulta anche dall’analisi dei 4 anni d’applicazione; le nuove edificazioni si contano sulle dita di una mano mentre pare centrato l’obiettivo del piano volto a valorizzare e sistemare il patrimonio edilizio esistente con l’avvio di molti interventi di recupero. Insomma non si è visto il tanto ripetuto “toglie poco a tanti per dare tanto a pochi ”.

L’avvio della trattativa/procedura, favorita dalla creazione dell’Area di Connessione Ecologica in zona cave, per inserire l’area del Plis di Meda nel parco regionale delle Groane.

PASSIAMO ALLA VALUTAZIONE DELLA VARIANTE: come dicevo, la vostra variante sviluppa e migliora norme del nostro PGT con percorsi che, fino ad allora, non erano state praticate per la presenza di forti resistenze di vecchia mentalità; il cambio di destinazione d’uso nel sistema casa/bottega, ad esempio, ora da voi giustamente estesa anche se, secondo noi, in maniera eccessivamente libera.

Pur nell’osservanza della legge regionale n. 31/2014, condividiamo l’aver optato per l’eliminazione delle aree di trasformazione su aree verdi ed per il mantenimento come tale; un’azione che il gruppo consiliare della Lega Nord non riuscì ad imporre nel quinquennio leghista ma che sfocio, nel 2013, nel semestre leghista, in una delibera che impegnava in questo senso la futura variante al PGT.

COSA RESTA IN SOSPESO: non è ancora stata risolta, nonostante la forte spinta dei cittadini e della Lega Nord, la decennale problematica della presenza dei lotti edificati all’interno del PLIS individuati come area agricola; una forte discriminazione nei confronti di alcuni cittadini medesi.

COSA NON CI PIACE: in primis l’area di trasformazione AT1 (ex Medaspan); un’area di trasformazione completamente diversa da quella ipotizzata dalla Lega Nord. Un punto strategico è ora divenuto la mera sistemazione di un’area industriale sostituita da un intervento commerciale di grandi dimensioni con annessi enormi problemi di viabilità rilevati dalla stessa Regione Lombardia.

La perequazione: la formula applicata è basata sulla lodevole scelta di porre quale merce di scambio l’acquisizione a patrimonio pubblico di aree verdi all’interno del tessuto edificato; il problema è la difficilissima possibilità che questa operazione abbia seguito per vari motivi tra cui la saturazione del territorio e il grande blocco del mercato mobiliare.

Di contro è incomprensibile la non applicazione della perequazione nel centro storico al fine di spostare volumi e recuperare spazi ed aree pubbliche.

Per ultimo, le norme, seppur ridotte nel numero e molto semplificate, contengono articoli troppo facili ad interpretazioni diverse e possibili applicazioni differenti.

Per queste ragioni il nostro voto contrario, basato su ciò che non ci piace della variante, non è da leggere come una bocciatura totale del lavoro fatto ma, piuttosto, frutto del non aver riscontrato, nello strumento, tutte le istanze che ci appartengono.

meda

MOZIONE PER UNA GESTIONE DELL’ACCOGLIENZA SENZA DANNI AI PRIVATI

settembre 28th, 2016

In data 26.09.2016 abbiamo depositato la mozione in oggetto…i tempi di discussione saranno lunghi…c’è una variante di PGT in mezzo!!!

Premesso che

in data 12 aprile 2016, il dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione ha emanato una circolare diretta, tra gli altri, a tutte le prefetture della Repubblica, ai commissari di Governo per le province autonome di Trento e Bolzano, nonché al presidente della regione autonoma della Val d’Aosta, protocollata con il numero 3148;

nella predetta circolare 3148 del 2016 si osserva come il fenomeno immigratorio sipreannunci quest’anno «particolarmente intenso anche rispetto agli anni passati, come peraltro già tratteggiato» in una precedente circolare, la n. 2365 del 18 marzo 2016;

stando al testo della suddetta circolare 3148 del 2016, l’incremento degli afflussi registrato nei primi quattro mesi del 2016 sarebbe infatti pari all’80 per cento rispetto allo stesso periodo del 2015, anno nel quale sono sbarcati nei porti del nostro Paese circa 154 mila immigrati irregolari;

secondo il dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’interno sarebbe quindi necessario predisporre una «diffusa organizzazione che riesca a far fronte all’accoglienza»;

i dati summenzionati, suffragati dai quotidiani sbarchi di numerosi immigrati irregolari, stanno generando  forte preoccupazione.

Considerato che

nella predetta circolare 3148 del 2016 si richiama a questo proposito espressamente la circolare 5189 del 25 marzo 2016, laddove questa aveva rappresentato l’urgenza di verificare la situazione di coloro che non hanno più diritto ad essere presenti nelle strutture di accoglienza ed altresì la necessità di irrobustire l’infrastruttura complessiva dedicata alla gestione dei migranti irregolari, peraltro con un raccordo «più stretto» ed «instancabile» con i sindaci, attualmente in effetti assai carente se non addirittura inesistente;

la circolare 3148 del 2016 raccomanda all’attenzione delle Prefetture e delle autorità locali gli immobili segnalati dal dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione e resi disponibili  dal Ministero della difesa;

secondo la circolare 3148 del 2016, nell’immediato occorreva soddisfare un’esigenza aggiuntiva di accoglienza per 8.893 posti, cifra evidentemente assai inferiore al fabbisogno ipotizzato per il 2016 nel suo complesso, giacché un incremento degli arrivi dell’80 per cento proiettato sui dodici mesi significherebbe immaginare che giungano nel nostro Paese quest’anno non meno di 300 mila persone;

sussiste, quindi, il timore fondato che in costanza d’emergenza il Governo possa far ricorso alla requisizione degli immobili privati sfitti o alla realizzazione di vere e proprie tendopoli;

tutto questo determina una situazione assai rischiosa per il nostro Paese, che in assenza di respingimenti verso i Paesi di origine dei migranti non riconosciuti meritevoli di tutela internazionale, potrebbe veramente accumulare un numero straordinario di disperati.

la Lombardia è comunque la Regione con la maggiore presenza[1]di migranti nei centri di accoglienza, che al 31/07/2016 erano pari 19.363 (ossia il 13%);

Infine, Il sindaco è il responsabile della condizione di salute della popolazione del suo territorio. Il consiglio comunale condivide questa responsabilità. I compiti del sindaco sono quindi  ampi, soprattutto il sindaco deve conoscere lo stato di salute della popolazione, ai sensi dell’art. 32 della legge n. 833/1978 e dell’art. 117 del D. Lgs. n. 112/1998, può emanare ordinanze contingibili ed urgenti, con efficacia estesa al territorio comunale, in caso di emergenze sanitarie e di igiene pubblica

IL CONSIGLIO COMUNALE DI MEDA IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA COMUNALE

a non impiantare tendopoli per aspiranti rifugiati sul suolo del nostro Comune;

ad assumere iniziative perché non si ricorra per alcun motivo alla requisizione degli immobili privati sfitti o non abitati;

a vietare la dimora ad immigrati che rifiutino l’identificazione e che siano sprovvisto di certificato sanitario che attesti l’assenza di malattie infettive e trasmissibili;

ad inviare la presente deliberazione al Sindaco, al Prefetto, al Consiglio Regionale, al Consiglio dei Ministri, al Parlamento Italiano.

[1]Fonte: “Distribuzione percentuale migranti divisa per regione” pubblicato  dal Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione. Si intendono le presenze dei migranti nei centri di accoglienza (Cpsa, Cda, Cara), nei centri di identificazione ed espulsione (Cie), nelle strutture temporanee, nell’ambito del Sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) e sull’andamento degli sbarchi.

Sabato 24.09.2016 – Gazebo “LE RAGIONI DEL NO” al RefeRENZIum sulla modifica della costituzione

settembre 23rd, 2016

“LE RAGIONI DEL NO”….sabato 24.09.2016, dalle ore 9.00 e fino alle 18.00, di fronte alla fontana di via Indipendenza a Meda gazebo, congiunto con la locale sezione di Fratelli d’Italia, a sostegno del comitato per il NO al referendum sulla riforma costituzionale.
Possibilità di confronto ed approfondimento con gli esponenti locali presenti e distribuzione di volantini ed opuscoli esplicativi…
Vi aspettiamo numerosi
Al RefeRENZIum votiamo NO!!!!

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UNA CHIARA DOMANDA: PERCHE’ HAN TAGLIATO QUELLE PIANTE???

agosto 22nd, 2016

Le immagini di via Seveso sono più chiare delle parole in questo caso.

Perché questa iniziativa agostana?

In attesa di una chiara ed esaustiva risposta da parte dell’amministrazione restano le contrastanti dichiarazioni dell’assessore Salimbeni (oltre che dal profondo sapore di presa in giro: “si sono svegliati (i cittadini n.d.r.) pensando di essere in un paesino del Trentino per l’insistente rumore di motoseghe al lavoro”…magari fossimo in una regione dalla spiccata autonomia come il Trentino e per questo invitiamo l’assessore, amante del Trentino, a sostenerci nella campagna referendaria per dare maggiore autonomia alla regione Lombardia…ma non allo scopo di svegliarci al suono delle motoseghe!!!) e le “tristi” parole del Sindaco in risposta a chi chiedeva chiarimenti ed esprimeva proprie libere opinioni e sdegno (giustificato dall’assenza di chiare risposte dell’amministrazione) sul taglio di queste piante….

In attesa di comunicati ufficiali da chi ha preso la decisione del taglio proviamo a dare noi risposte a seguito di sopralluogo: delle 11 piante tagliate, tutte erano in prossimità di edifici tranne una che il cui taglio si può supporre si sia reso necessario perché la pianta era malata. Per quanto riguarda quelle in prossimità di abitazioni è fuori dubbio che queste, anche a norma del codice civile, fossero troppo vicine alle abitazioni e, oramai diventate di alto fusto (quanto si piantarono, negli anni 80, forse non si calcolò che l’essenza arborea in questione avrebbe raggiunto dimensioni ragguardevoli), probabilmente creassero problemi alle proprietà; ma allora perché si arriva solo nell’agosto del 2016 a ritenere necessario il taglio? Vi furono in precedenza istanze, di tutti i proprietari interessati dalla presenza delle piante, richiedenti la sistemazione della situazione? Possiamo parlare di un atto di prevenzione da parte del comune per evitare eventuali danni ai privati con i relativi costi di risarcimento?

Quindi i nostri ragionamenti generano ancora domande cui speriamo un giorno si dia risposta…ma, cosa importante, stiamo allegri…

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