LEGA NORD – LEGA LOMBARDA SEZIONE di MEDA

L’ANALISI DEI DOCUMENTI DELLA VARIANTE AL PGT DI MEDA

maggio 24th, 2016 at 7:56

Riportiamo, di seguito, estratto del parere motivato depositato in comune in data 16.05.2016, base dell’intervento politico sull’ordine del giorno relativo alla variante al PGT.

OGGETTO: parere motivato alla bozza dei documenti di variante al PGT vigente

[…]

Per prima cosa è giusto esprimere quali erano le intenzioni generali della Lega Nord Meda sulle quali basare la Variante al PGT vigente; con delibera di consiglio comunale n. 17 del 22 aprile 2013 (del. 17-2013) veniva approvata mozione del gruppo Lega Nord Meda con la quale, nel chiedere l’avvio della procedura di variante al PGT si stabilivano le seguenti linee guida:

  • Documento di Piano:
  1. Eliminazione delle aree di trasformazione previste su aree verdi al fine di proseguire nella politica di riduzione del consumo di suolo già avviata con l’attuale Piano di Governo del Territorio; ridefinizione dell’area di trasformazione ex Medaspan (AT1), con riduzione delle volumetrie massime negoziabili e delle restanti aree (AR3, AR1a, AR1b, AR2a, ATP);
  2. Previsione, all’interno del documento di piano del mantenimento della stazione ferroviaria sita in centro paese;
  3. Valutazione dell’eventuale applicazione della perequazione, in alcune zone ben definite del territorio, per favorire la creazione di zone maggiormente omogenee e come incentivo per la sistemazione del centro storico con la creazione di nuovi spazi urbani;
  4. Ridefinizione e revisione degli standard pubblici con verifica della strategicità e necessità di ognuna delle aree previste nello strumento urbanistico;
  5. […];
  • Piano delle regole:
  1. Attuazione di una politica di riduzione del consumo di suolo mediante modifica degli articoli del Piano, prevedendo lo sviluppo verticale delle costruzioni, mantenendo le stesse volumetrie previste nello strumento urbanistico vigente e regolamentando altezze differenziate a seconda della zona;
  2. Aumento delle formule volte a garantire agevolazioni ed incentivazioni per il rilancio del centro storico;
  3. Migliore definizione della possibilità di monetizzazione relativamente ai posti auto esterni in caso di ristrutturazione.

Partendo dall’analisi della bozza di variante relativa al documento di piano, si sottolinea l’eliminazione dell’ambizioso progetto di interscambio non sostituito da altri progetti dal potenziale ambizioso ed attrattivo per  Meda (tale, sarebbe stato ad esempio, il mantenimento del progetto “Medamuseo – museo diffuso” che approfondiremo trattando il Piano dei Servizi).

Giudichiamo positivamente, perché auspicato anche nella mozione del 22 aprile 2013, l’eliminazione degli ambiti di trasformazione previsti su aree verdi, quindi non dismesse, pur sollevando perplessità circa il mantenimento di un indice di edificabilità sull’area ricompresa tra le vie Lombardia e San Giorgio che, mantenuta a verde, potrebbe essere un’importante area attrezzata in una zona densamente edificata e con la compresenza di produttivo e residenziale.

Il piano delle regole, seppur migliorativo sotto l’aspetto della facilità di lettura e dello sviluppo delle tematiche rispetto al documento in vigore, con una schematicità condivisibile, non risolve alcune annose questioni aperte e apre nuovi fronti che possono avere un’influenza negativa sulla vocazione produttiva della nostra città.

Una problematica che continua a non essere risolta è relativa alla zona B3; prosegue il mancato riconoscimento di uguale diritti a tutti gli edifici esistenti all’interno del parco non azzonando, in zona B3, tutti i lotti edificati all’interno del parco (azzonati, invece, in zona E1 “aree agricole di tutela paesaggistica). Questa scelta non porterebbe a nuove edificazioni ma uniformerebbe la possibilità di intervento a tutti gli edifici contenuti all’interno del parco sovraccomunale. Opinabile, inoltre, la scelta di suddividere la zona B3 in due sottozone (B3.1 “aree ricadenti all’interno del parco” e B3.2 “aree precollinari”) con un ulteriore diversificazione degli interventi previsti come, ad esempio, la non previsione del recupero del sottotetto nella prima delle due zone invece prevista nelle seconda più densamente edificata.

Nella stessa zona, discorso analogo vale per la risoluzione dell’annosa questione del produttivo, considerato incompatibile con le destinazioni del parco, che non trova una soluzione definitiva che ponga in equilibrio l’interesse privato con quello pubblico permettendo, finalmente, uno sblocco della situazione.

Per quanto riguarda la gestione delle zone miste, caratterizzanti la nostra città, si denota la prosecuzione , con la sistemazione di punti in sospeso, del percorso già intrapreso dal PGT vigente; denotiamo, però, a nostro parere, un’eccessiva spinta verso un sempre più semplice “cambio di destinazione d’uso” favorito anche da un azzonamento unico che non prevede più una suddivisione del territorio fra ambiti misti nei quali si possa identificare la destinazione prevalente, e che potrebbe snaturare la vocazione produttiva/artigianale della nostra città.

L’introduzione della perequazione, auspicata nella sopraccitata mozione approvata in consiglio comunale nel corso del mese di aprile 2013 da parte del gruppo Lega Nord Meda come strumento per il rilancio del centro storico, è legato, invece, a creare un vantaggio diretto alla Pubblica Amministrazione in tema di acquisizione di aree verdi ben identificare ma ha, di contro, il forte aumento delle volumetrie massime nelle aree interessate dalla perequazione con indici che passano da 0,50/0,70 mc/mq a potenziali 1,20/1,50 mc/mq andando, quindi, ulteriormente ad appesantire una città già altamente edificata (pur rilevando che, in molte zone della città, la volumetria massima potenziale è già stata raggiunta se non superata creando, quindi, difficile l’applicazione della perequazione).

Avremmo preferito vedere un uso della perequazione indirizzato maggiormente alla sistemazione del centro storico (principalmente, ad esempio, per eliminare i volumi produttivi ancora presenti nel centro cittadino creano spazi aperti di fruibilità pubblica) e per lo scambio di volumetrie produttive/residenziali volto a meglio uniformare le zone miste riconoscendo una prevalenza di una destinazione sull’altra.

Sulla perequazione, così concepita per raggiungere l’acquisizione di aree a proprietà pubblica, tuttavia, si sollevano dal nostro gruppo grosse perplessità di riuscita anche in virtù dell’analisi dell’insuccesso dello strumento nelle realtà nelle quali è stata applicata, complice la crisi del comparto edilizia e dell’economia in generale.

Questa scelta, unita alla presenza ed alla natura degli ambiti di trasformazione, fa concludere che non siamo in presenza di una variante al PGT a consumo zero di suolo.

La scelta, in parte anche da noi auspicata, di aumentare l’altezza prevista per gli edifici a favore di una riduzione dell’occupazione di suolo, in considerazione dell’alta edificazione dell’abitato, ci pare eccessiva passando dagli attuali 7,5 mt ai previsti 13,5 mt, quasi raddoppiando la previsione; sarebbe stato auspicabile differenziare le altezze a seconda dell’azzonamento, cosa fatta solo con riferimento alla zona B3.

Altro punto sottolineato in commissione è l’assenza della regolamentazione della metratura minima delle nuove unità abitative; l’attuale strumento prevedeva una misura minima di 45 mq, ora, facendo riferimento alla normativa nazionale, si scende a 28 mq.  Avremmo preferito vedere una conferma con forte presa di posizione politica su questo punto anche in contrasto con la normativa nazionale ma a sostegno di una migliore vivibilità degli spazi.

Discutibile, secondo noi, anche la scelta di eliminare la previsione, per le nuove edificazioni, di un posto auto esterno.

Relativamente alla zona A (centro storico) abbiamo sottolineato nella commissione competente la scomparsa di qualsiasi riferimento alla delibera di giunta regionale n. 8/9211 del 30.03.2009 con la quale si riconosce un vincolo paesaggistico sul comparto storico monumentale di piazza Vittorio Veneto con allegata la disciplina degli interventi in questa zona; riteniamo di fondamentale importanza il richiamo di detta deliberazione nell’articolo 12 del piano delle regole.

Il piano dei servizi risulta ben scritto ma povero di contenuti e, soprattutto, di propositi ambiziosi per la città.

Causa lo spostamento di alcune tematiche (es: piano delle mobilità ciclabile, politiche di riduzione dell’inquinamento) su altri strumenti come il piano del traffico, si denota il rafforzamento, già presente, dell’obiettivo di rigenerazione ambientale delle sponde del torrente Tarò, ma balza agli occhi l’eliminazione di qualsiasi riferimento al progetto “Medamuseo – museo diffuso” che ben si legherebbe ad alcune scelte proposte negli ambiti di trasformazione di mantenimento di porzioni di edifici industriali. Nessun accenno, rispetto all’attuale strumento, alla tutela dei percorsi storici che interessano il nostro comune; ci riferiamo in particolare al Cammino di San Pietro Martire (antica via Canturina).

Auspichiamo, relativamente agli errori presenti nella cartografia evidenziati nel corso della trattazione dell’argomento nelle sedute di commissione territorio ambiente, la correzione delle bozze si da avere una documentazione definitiva in adozione priva dei principali errori.

Le osservazioni puntuali sopra esposte sono state da noi selezionate per la valenza politica insita nella scelta circa le modalità di pianificazione poste in essere dall’amministrazione comunale, tuttavia non possiamo non segnalare la nostra criticità anche su altri aspetti contenuti nel piano quali le modalità (non chiare) di calcolo del numero massimo di abitanti insediabili, il recupero dei sottotetti, la pianificazione dei servizi.

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